di Daniele Bovi
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Un altro tema di cui si è molto discusso giovedì mattina nell’aula magna dell’Università di Perugia, dove si è tenuto il confronto tra i cinque candidati rettore, è quello delle intercettazioni legate al caso Lorenzetti e alla presunta ‘spintarella’ in favore di uno studente. L’argomento, e non poteva essere altrimenti, non rimane confinato nei conciliaboli e raggiunge i microfoni dei candidati.
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IL CONFRONTO TRA I CINQUE CANDIDATI
Opacità Un professore, Roberto Sorrentino, si chiede retoricamente se è «in questo modo che vogliamo attrarre studenti. Dobbiamo rassegnarci al malcostume?». E prima ancora che arrivassero le risposte, nel presentare il suo programma Volpi è stato duro, anche se non ha citato direttamente il caso: «In un ateneo opaco – ha detto – alligna la spazzatura come quella che abbiamo visto nei giorni scorsi». Rispondendo alla domanda del docente, Bidini ha sostenuto che il malcostume si sconfigge «con la qualità e l’eccellenza», mentre Moriconi strappa un applauso sostenendo che ancora prima «viene la parola onestà. Quando leggo certe cose soffro. Stop a sotterfugi, l’ateneo va ripreso in mano». «Onestà e trasparenza» che vengono prima di tutto anche per Volpi: «Il titolare di una carica pubblica – ha detto – deve esercitarla con dignità ed onore. Detto questo, non facciamo di ogni erba un fascio».
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L’università non è quella Oliviero sottolinea invece la parte sana («la maggior parte») che ogni mattina «si sveglia e va a fare il suo lavoro in modo onesto. L’università non è quella che abbiamo letto». Elisei parla poi dei «comportamenti diffusi nella società, dove prevale l’appartenenza e non il merito. Noi – dice – dobbiamo invertire la rotta facendo prevalere trasparenze e merito. Poi le responsabilità soggettive verranno valutate».
