Il rettorato dell'Università di Perugia

di Daniele Bovi

Sarà probabilmente messo nero su bianco giovedì prossimo il percorso che dovrebbe, finalmente, mettere fine alla tormentata estate elettorale dell’Università di Perugia. Durante l’incontro di giovedì mattina tra studenti e rettore infatti, all’insegna di un clima che i più dicono essere stato disteso, sono state messe sul tavolo quelle che potrebbero essere le date buone per andare al voto. Si partirà con gli studenti tra il 24 e il 27 di settembre, per poi arrivare ai tre turni per il nuovo rettore l’8, il 15 e il 23 di ottobre. Da qui al prossimo summit inoltre, l’Ateneo si riserva di presentare una proposta che riguarderà i criteri per la riammissione delle liste escluse a metà maggio dalla Commissione elettorale centrale con l’ormai nota coda di carte bollate. Con tutta probabilità si seguirà la strada indicata recentemente dalle due ordinanze del Tar dell’Umbria: la maggior parte delle liste così rientrerebbero nella competizione e fuori, per questioni tecniche che comunque si conta di poter superare con un accordo, ne rimarrebbero solo una di Rinascita (area Fratelli d’Italia) e una di Student’s Office (Comunione e liberazione).

Tutti dentro Tutti dentro quindi con l’Udu che si è presa qualche giorno per decidere e valutare le date. A fine settembre, spiegano, potrebbe esserci qualche problema per i fuori sede e per le matricole ma si tratta di una finestra temporale comunque migliore di luglio quando le aule sono semideserte. Giovedì prossimo poi, in caso venga siglata la pace, è tutt’alto che escluso il ritiro dei ricorsi di fronte al Tribunale amministrativo che, come stabilito, si pronuncerà definitivamente nel merito il 23 ottobre. Il Magnifico Bistoni ha infatti chiesto alle associazioni studentesche che in caso di timbro sul percorso elettorale i ricorsi vengano ritirati. Una disponibilità di massima c’è ed è quindi probabile che da qui a qualche giorno venga definitivamente abbandonata da parte di tutti la strada delle carte bollate. Da tutti tranne che da Mauro Volpi. Il professore di diritto costituzionale infatti ha in agenda un appuntamento importante il 3 luglio: mercoledì infatti il Tar deciderà se riammetterlo o no (in caso niente Consiglio di Stato) alla competizione per il rettorato.

Volpi aspetta La sua candidatura era stata presentata «con riserva» perché in ballo c’era il contestatissimo articolo 25 del decreto Gelmini del 2010. Norma sulla quale pendeva un ricorso alla Corte costituzionale (che l’ha giudicata non conforme alla Carta proprio il giorno in cui la Commissione elettorale dell’Ateneo ha bocciato la candidatura di Volpi) e con il quale, in sintesi, si dice che docenti e ricercatori devono andare in pensione a 70 anni senza poter restare in servizio fino a 72. Un articolo che ha determinato la sua esclusione dalla corsa perché lui 70 anni li compie nel 2018, mentre il sessennato del futuro rettore si concluderà un anno più tardi. In caso Volpi venisse riammesso ci sarebbe anche una sorta di ridefinizione del quadro politico delle alleanze. In una corsa presumibilmente tirata un ruolo importante infatti lo giocheranno gli oltre 200 rappresentanti degli studenti eletti nei vari organi e che concorreranno alla scelta del rettore. L’Udu guarda con favore a Maurizio Oliviero ma un rientro in campo di Volpi potrebbe convincere molti della Sinistra universitaria a scegliere proprio lui.

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.