Il rettore Massimiliano Marianelli (foto U24 riproduzione riservata)

di Daniele Bovi

Persone, metodo, territorio e tre concetti che vanno letti tutti insieme: pace-benessere-comunità. Sono questi i quattro pilastri, le «quattro traiettorie semplici ma decisive» con le quali Massimiliano Marianelli ha aperto giovedì a Perugia l’anno accademico 2025-2026 dell’Università di Perugia; dopo il passaggio di consegne avvenuto in autunno, per il neo rettore si tratta della prima cerimonia e dell'”esordio” di fronte all’intera comunità universitaria e alle istituzioni.

Stati generali Comunità che Marianelli a breve chiamerà a raccolta per quelli che ha definito gli «Stati generali», durante i quali sarà discussa «l’identità dell’ateneo»; un momento di ascolto e confronto per definire insieme la vita dell’ateneo: «L’Università di Perugia – ha detto infatti il rettore – è prima di tutto un grande fatto di relazioni». A guidare questi «Stati generali» e, più in generale, il nuovo corso dello Studium saranno «ascolto, partecipazione e programmazione» e, in questo quadro, si punterà anche a «eliminare ogni passaggio burocratico superfluo per restituire tempo a chi insegna, studia e lavora».

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La sanità Sul fronte – centrale – della sanità pubblica il rettore, che ha tenuto per sé la delega e che nel pomeriggio terrà un punto stampa con la presidente Stefania Proietti, ha richiamato il legame tra formazione, ricerca e assistenza. «Formazione, ricerca e assistenza – ha detto – sono dimensioni inseparabili», sottolineando poi come il rapporto tra Università e Azienda ospedaliera (in ballo ci sono diversi punti relativi alla convenzione) debba mantenere in equilibrio la cura delle persone e l’innovazione scientifica. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione con la Regione per garantire la qualità delle scuole di specializzazione e rispondere ai bisogni del sistema sanitario umbro. «Quando le istituzioni collaborano con lealtà, i risultati arrivano»; collaborazione tra enti che è «una condizione essenziale per assicurare servizi adeguati ai cittadini».

L’Università dell’Umbria Il rettore ha poi posto l’accento sul fatto che l’Università di Perugia è anche «l’Università dell’Umbria», richiamando il ruolo delle sedi di Terni, Assisi, Castiglione del Lago, Foligno, Gubbio e Narni. Non poli periferici, ma parti di una «geografia di responsabilità» ai quali attribuire identità chiare. Tra i progetti in corso figurano la riqualificazione di via del Giochetto e dell’area della Pallotta, insieme a interventi sull’abitare studentesco, con nuovi posti letto e ulteriori residenze in programma. In particolare per l’area della Pallotta si immaginano «nuovi ecosistemi integrati in sinergia con le istituzioni locali», mentre sul fronte dei posti letto «abbiamo già deliberato un accordo con Adisu per incrementarli presso la forestiera di Villa Capitini (a servizio dunque di Medicina, ndr) e siamo determinati a realizzare ulteriori studentati». Quanto a Terni si punta a rafforzare un profilo legato all’innovazione digitale e all’intelligenza artificiale, ad Assisi a sviluppare iniziative dedicate ai temi della pace e della sostenibilità; le altre sedi avranno invece vocazioni specifiche legate ai beni culturali, alla sicurezza, alla memoria e alle competenze tecniche.

Il personale e la ricerca Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato al personale e all’organizzazione interna. Marianelli ha ribadito la necessità di riconoscere il lavoro del personale tecnico e amministrativo, dei bibliotecari e dei collaboratori linguistici, spiegando che è stato deliberato un rafforzamento del fondo per il trattamento accessorio. «Non è una misura meramente tecnica – ha sostenuto – ma una scelta di giustizia organizzativa volta a investire su chi tiene in piedi l’Ateneo». Parallelamente, è stata indicata la volontà di inserire nuovi giovani ricercatori e di incentivare la partecipazione ai bandi internazionali, con l’idea che i risultati della ricerca debbano tradursi in un beneficio per la collettività.

Didattica Sul piano della didattica, l’accento è stato posto sulla qualità e sull’inclusione, considerate parti dello stesso percorso. L’insegnamento non come semplice trasmissione di contenuti, ha detto Marianelli, ma come accompagnamento degli studenti nel loro cammino formativo. In questo quadro si inseriscono anche le iniziative legate al benessere, dal rafforzamento del supporto psicologico alle politiche per le disabilità e i disturbi specifici dell’apprendimento, fino alla conferma e all’ampliamento dei servizi dello sportello antiviolenza.

L’IA Centrale ovviamente anche il tema delle trasformazioni digitali: «L’intelligenza artificiale – ha detto il rettore – deve restare al servizio dell’umano; dobbiamo governare la tecnologia, non inseguirla». Marianelli ha anche parlato di un rafforzamento della collaborazione con la Scuola di giornalismo della Rai e con l’Ordine dei giornalisti per affrontare in modo consapevole le sfide poste dall’evoluzione tecnologica. Un impegno che, nelle parole del rettore, si traduce in «un impegno laico per il bene della comunità», fondato sulla cooperazione tra istituzioni e sulla responsabilità condivisa.

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