di Ivano Porfiri
«Metto le mani avanti: l’anno prossimo non chiedeteci questi numeri». Il rettore Franco Moriconi gonfia il petto davanti ai dati sulle immatricolazioni dell’Università di Perugia. «Sono parziali», ci tiene a puntualizzare, mentre li presenta alla stampa insieme ai componenti del Senato accademico e al commissario Adisu, Luca Ferrucci. Parziali perché mancano i dati delle lauree magistrali, le cui iscrizioni si chiudono a marzo. Intanto, per le triennali e le magistrali a ciclo unico, i numeri parlano di 6.421 nuove matricole, a fronte delle 4.591 dello scorso anno con una crescita del 39,9%. «Di certo – ammette Moriconi – hanno trainato le aperture dei numeri chiusi nelle facoltà scientifiche, che rivendico con orgoglio. Ma ha influito anche in modo deciso la nostra politica sui servizi agli studenti, che incrementeremo sempre di più. Così come la qualità dell’insegnamento, testimoniata anche dall’ottimo posizionamento dell’Ateneo nelle graduatorie nazionali e internazionali».
Chi semina, raccoglie Tra i protagonisti della crescita, la responsabile dell’Orientamento Anna Martellotti. «I risultati – ha spiegato – sono frutto di un lavoro di due anni con un’azione corale dell’Ateneo. Innanzi tutto abbiamo sigillato il bacino dell’Umbria, che era diventata terra di conquista. Abbiamo riportato 500 studenti passando da 3.254 iscrizioni di umbri a 3.706 (su circa 6.500 diplomati annui in regione). Lo abbiamo fatto con un lavoro di qualità, andando con docenti e studenti senior a incontrare le scuole, città per città. Stesso discorso per le fiere a livello nazionale: non abbiamo speso un centesimo in gadget, ma ci siamo sempre presentati con almeno un docente a rispondere alle domande dei potenziali nuovi iscritti».
Perugia si ripopola di studenti Il Magnifico, al di là dei numeri, rivendica il fatto che gli studenti stanno rivitalizzando Perugia e le altre città umbre sedi di facoltà. «Ho avuto la sensazione che stessero aumentando – ha sottolineato – vedendo le scalette dell’acquedotto piene, ma anche via Fabretti. Mi hanno confermato poi che, nei giorni dei test di ammissione, le pizzerie e i ristoranti hanno lavorato molto. Monteluce si sta ripopolando. Sono tutti segnali incoraggianti che indicano come, adesso, bisogna dare a questi studenti i servizi che meritano». Moriconi si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. «Leggo in giro che Giurisprudenza sarebbe in crisi di iscrizioni: è falso. I dati dicono che le immatricolazioni sono cresciute del 22,5%».
Aule studio e altri servizi Intanto, in collaborazione con Adisu, a breve verrà aperta una nuova aula studio nella piazza di Monteluce e un’altra da 80 posti, di concerto con il Comune, verrà allestita nella zona di Porta Conca, dietro Palazzo Gallenga, sede della Stranieri. L’Ateneo ha poi deliberato di farne un’altra ancora nel locale dell’ex bar nella piazza di fronte al rettorato. Nel frattempo, quella di Terni verrà modernizzata con nuovo impianto di riscaldamento e sistema di accesso automatizzato. Sempre sul fronte dei servizi, Moriconi sta personalmente effettuando una ricognizione delle aule delle varie facoltà. «Ogni lunedì mattina, insieme a un addetto dell’economato e uno dell’ufficio patrimonio visito i dipartimenti. Voglio farlo di persona per rendermi conto come verranno spesi i soldi che abbiamo stanziato: alcuni luoghi erano fatiscenti e li vogliamo riqualificare, farli diventare accoglienti. Guardiamo i muri, gli arredi, le luci che io vorrei portare tutte a led. Entro l’anno, inoltre, ci sarà il wi-fi in ogni aula».
Bus notturni Il “pallino” per i servizi agli studenti ha portato il governo dell’Università anche ad appoggiare la richiesta degli studenti per un servizio di mobilità notturna. «Ci sarà una riunione con le altre istituzioni a dicembre – ha chiarito Federico Rossi, delegato del rettore per i Servizi agli studenti -. L’obiettivo è avviare una sperimentazione nel 2017, collegando i vari hub universitari della città, in cui abbiamo inserito anche Monteluce, con un bus notturno, ovviamente compatibilmente con le risorse a disposizione».
Borse di studio «Il lavoro che sta compiendo l’Ateneo è inclusivo – ha confermato il commissario Adisu, Luca Ferrucci – e questo sta portando i suoi risultati. Anche le borse di studio, su cui la Regione sta dimostrando di voler investire, sono tra i fattori che stanno attraendo studenti. Siamo passati da 3.070 a 4.300 cioè da 7 a 9,6 milioni con una crescita che va di pari passo con quella delle iscrizioni. Io ritengo che la riforma dell’Adisu che è al vaglio del Consiglio regionale porterà ulteriori benefici».
