di Daniele Bovi
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Tutti contro Maurizio Oliviero brandendo la spada dell’«autonomia dalla politica locale». Dopo Fausto Elisei, che ha comunicato lunedì la sua scelta con una lettera aperta, martedì è il preside di Ingegneria a schierarsi ufficialmente dalla parte di Franco Moriconi, preside della facoltà di Veterinaria. Dopo una notte di ulteriore riflessione insieme al gruppo che l’ha sostenuto, Bidini ha preso carta e penna e vergato un appello al voto per Moriconi. «Come gruppo – spiega Bidini a Umbria24 – abbiamo deciso di appoggiare il professor Moriconi dopo aver fatto un’analisi dei programmi. Abbiamo parlato con tutti e due, esaminato i curriculum e valutato la possibilità di condividere parti del programma».
L’APPOGGIO DI ELISEI
VIDEO: PARLANO I CANDIDATI RETTORE
Autonomia Un lavoro che ha portato «all’apprezzamento – continua – del programma di Moriconi e in particolare di quelle parti che parlano di collegialità, trasparenza e qualità». Sul piatto della bilancia ha pesato, e molto, il tormentone delle ultime settimane, la principale arma elettorale che è stata usata e che verrà usata in questi ultimi frenetici giorni di campagna, ovvero «l’autonomia dalla politica». «Di certo – prosegue Bidini – abbiamo apprezzato questo elemento che, ai fini di chi appoggiare, è stato tra i più importanti. Il mio apprezzamento per Oliviero rimane, però dovendo scegliere…». Insomma, Maurizio Oliviero è visto, o vuol esser fatto percepire come il candidato più contiguo alla politica locale e, nei corridori dell’Università, si ricorda come alla presentazione della candidatura fossero presenti il sindaco di Perugia e la presidente della Regione. Brandendo questa spada si proverà a battere il numero uno dell’Adisu.
SECONDO TURNO: RISULTATI E ANALISI
PRIMO TURNO: RISULTATI E ANALISI
Compatti? «È in base a tutti questi motivi – conclude Bidini – che il nostro gruppo si è ricompattato rispetto al secondo turno, quando non è stato così». Prendendo il pallottoliere, in teoria Moriconi potrebbe già chiamare il sarto per farsi cucire l’ermellino: ai 432 voti conquistati al secondo turno (Oliviero ne ha ottenuti 440), andrebbero infatti aggiunti i 332 di Elisei, all’interno dei quali c’è già una fetta di quelli di Bidini. Il preside di Ingegneria però si dice certo che al ballottaggio il suo gruppo sarà compatto e quindi la ‘dote’ potrebbe essere più consistente. In totale i voti ponderati espressi (quello di un membro del personale tecnico vale 0,1 mentre quello di un prof o di uno studente uno) sono stati 1.270 al secondo turno: i numeri magici da cerchiare sono quindi, se l’affluenza sarà simile a quella del secondo turno (87%) quelli intorno al 635.
Teoria e pratica Moriconi sembra dunque avere il vento in poppa ma quanto sopra è solo teoria perché poi c’è la pratica, il segreto dell’urna e voti (cioè persone), che come dimostrato anche giovedì scorso non si possono spostare come tanti pacchi. In sintesi, l’appoggio dei singoli candidati c’è ma poi si dovrà tradurre in schede. Un altro fattore decisivo al centro delle discussioni degli ultimi giorni tra i rispettivi gruppi, è stato anche quello del futuro governo dell’ateneo: dal posto di prorettore in giù sono tanti quelli da occupare e di certo chi ha lavorato per un candidato, garantendone l’elezione, vorrà essere adeguatamente rappresentato. I seggi, giovedì, saranno aperti dalle 8.30 alle 18.30 per 2.489 persone e la sensazione che si fa largo è quella di uno scontro all’ultimo voto.
Oliviero: si contrattano pezzi di governo La risposta di Oliviero arriva da Youtube. Nell’appello al voto, l’ultimo prima del voto di giovedì, si esprime innanzitutto stupore: «È accaduto ciò che francamente pensavamo oramai superato – dice Oliviero – e così è stato allestito un tavolo di accordi tra pochi per decidere il futuro di molti. Ma non avevamo programmi diversi?». Quello che l’amministratore dell’Adisu intravede dietro questi schieramenti è un baratto: «Restiamo stupiti – osserva – di chi fino a qualche giorno fa si riteneva alternativo ad altri ed oggi si siede al tavolo per contrattare qualche “pezzo” di governo dell’Ateneo. Ma non volevamo un’Università diversa? Un metodo di governo condiviso e trasparente?». Da qui l’appello diretto agli elettori «perché solo voi potete determinare il futuro del nostro Ateneo e magari dare il segnale forte che un’epoca oramai è finita».
