Un momento dell'incontro

di Manuel Guerrini

Con l’incontro delle Unità di strada e di contatto italiane si è conclusa la due giorni di appuntamenti per i 20 anni di Cabiria, progetto promosso da Arci Solidarietà – Ora d’Aria di Perugia che dal 1998 offre un aiuto concreto alle prostitute per difendersi dall’Hiv e da altre malattie sessualmente trasmissibili. «Due giorni molto intensi – commenta la coordinatrice Barbara Pilati – con eventi e appuntamenti che hanno riscosso grande successo, e questo ci rende molto felici».

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Eventi culturali La parte culturale della manifestazione ha visto la partecipazione dei «Conigli bianchi», un collettivo di artisti e attivisti uniti contro la «sierofobia» che hanno portato in scena il loro spettacolo teatrale Bianconiglio e hanno curato la mostra «Six little rabbits», visibile fino al 28 novembre nei locali di Umbrò. Un’interessante esposizione di opere realizzate da 36 artisti che hanno “donato” le loro matite per cercare di sfatare i miti più diffusi sull’HIV.

Il documento politico Non solo cultura ma anche approfondimento sociale per questo ventennale, che ha visto nei giorni 22 e 23 novembre l’incontro nazionale delle Unità di strada, 120 operatori e operatrici provenienti da tutta Italia riunitisi a Perugia per confrontarsi sul loro lavoro. Un momento interessante per coordinarsi sui temi della prostituzione ma anche della tratta e dello sfruttamento da parte di chi ogni giorno opera direttamente lungo le strade del paese. «Da questo incontro nasce anche un documento politico che abbiamo discusso insieme e abbiamo approvato – spiega Barbara Pilati – a breve lo diffonderemo per far vedere anche il punto di vista delle operatrici e degli operatori rispetto al quadro che si sta imponendo in Italia dal punto di vista legislativo. Sono davvero soddisfatta per la riuscita di questo ventennale, ringrazio le operatrici di Cabiria che hanno seguito tutta l’organizzazione, coloro che hanno partecipato, l’Arci per il sostegno anche economico e la Regione Umbria per il suo contributo».

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