Papa Benedetto XVI insieme agli altri leader religiosi in Basilica (Foto F.Troccoli)

«La novità della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno a Perugia, è molto significativa: per la prima volta noi cattolici andremo a pregare nei luoghi di culto delle comunità ortodosse e protestanti, seguendo di volta in volta formulari da ognuno scelti. Ma questa novità lo è anche per loro nell’ospitarci, appunto, per la prima volta. Insieme vogliamo costruire l’unità dei cristiani e contribuire alla pace nel mondo», lo dice mons. Elio Bromuri, direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso.

Un impegno lungo L’incontro tra le confessioni cattoliche ha radici lontane ed in più occasioni si è espresso nell’accoglienza da parte dei cattolici dei fratelli cristiani, e nell’impegno profuso per l’individuazione di luoghi di culto a loro affidati. «Da parte cattolica – aggiunge mons. Bromuri – siamo impegnati da tempo non solo con le parole, ma anche con i fatti a costruire quest’unità. Come? Ad esempio, nell’essere disponibili ad accogliere i cristiani di altre confessioni nella nostra città, dando loro l’opportunità di avere dei luoghi dove incontrarsi, pregare e celebrale le proprie liturgie.  Alle comunità ortodosse abbiamo ceduto in uso alcune delle nostre antiche chiese: Santa Croce (in via Benincasa) agli ortodossi greci, San Fiorenzo (in via Alessi) agli ortodossi romeni, e San Matteo degli Armeni (appena fuori la porta medioevale di Sant’Angelo) agli ortodossi del Patriarcato di Mosca. L’ecumenismo nella nostra Perugia è da sempre molto sentito e l’annuale Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è sempre molto vissuta».

La settimana La Chiesa celebra questa Settimana di preghiera dal 18 al 25 gennaio, ma a Perugia quest’anno sarà posticipata di tre giorni: si terrà dal 21 al 28 gennaio, ma senza rinunciare alla giornata di apertura (mercoledì 18, ore 17.30), presso il Centro ecumenico ed universitario “San Martino”, dove si terrà un incontro con il rabbino Cesare Moscati della comunità ebraica di Roma, che svilupperà il tema “Non uccidere!” della Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. La Settimana di preghiera vedrà anche la presenza del pastore emerito della Chiesa valdese, Archimede Bertolino, nella cattedrale di San Lorenzo, domenica 22 gennaio (ore 18), alla celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti. Durante la celebrazione il pastore prenderà la parola e svolgerà il tema della Settimana “Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore” (1Cor 15,51-58).

Gli altri appuntamenti ecumenici della Settimana di preghiera perugina sono: sabato 21, celebrazione nella parrocchia romeno-ortodossa, presso la chiesa di San Fiorenzo; lunedì 23, presso la comunità della Chiesa cristiana Avventista del 7° giorno via Cilea, 11 in San Sisto; martedì 24, presso la comunità cattolica della Chiesa dell’Università in piazza dell’Università; mercoledì 25, presso la comunità della Chiesa valdese, via Machiavelli, 10 (in fondo a via dei Filosofi); giovedì 26, presso la parrocchia di Sant’Antonio di Padova, in via  Canali, 14; sabato 28 celebrazione nella comunità ortodossa del Patriarcato di Mosca, presso la chiesa di San Matteo degli Armeni, in Porta Sant’Angelo.

Il messaggio Nella preparazione della Settimana di preghiera si ricorda quanto detto lo scorso fine settimana, a Città della Pieve, dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani: «L’ecumenismo può crescere in ampiezza soltanto se è radicato nella profondità della fede in Gesù Cristo. Anche qui Dio si mostra come Dio che chiama, come un Dio che ci chiama all’unità, superando le nostre divisioni e lacerazioni: questo appello Gesù lo ha riversato nella preghiera pronunciata alla vigilia della sua passione, ‘perché tutti siano una sola cosa’. La responsabilità ecumenica, nella sua più profonda dimensione, consiste nell’ascoltare questa chiamata di Gesù Cristo, nell’avere un cuore recettivo e nel far nostra la preghiera del Signore. Se ascoltiamo questa chiamata e la riconosciamo come chiamata del Signore, allora non potrà esserci alcuna alternativa all’impegno ecumenico».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.