I forconi nella sede del Pd dell'Umbria

Sono giunti per una seconda volta alla sede del Pd Umbro il movimento noto come i ‘Forconi’. Questa volta sono stati ricevuti dal segretario regionale Giacomo Leonelli. Son una piccola delegazione del noto movimento che ha consegnato nelle mani del segretario Leonelli una lettera da recapitare al presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi. Ecco il contenuto della lettera.

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La lettera «Ci vediamo costretti ad occupare in diverse città le sedi del suo partito per fare sentire la vice di milioni di italiani che il vostro sistema economico e politico ha gettato sul lastrico. Lei ha ottenuto la fiducia del Parlamento. Non ha la nostra. Aveva assicurato che non sarebbe mai andato al governo senza elezioni. Invece è diventato primo ministro grazie al più antidemocratico inciucio di palazzo. E’ perché ha l’appoggio dei poteri oligarchici europei e italiani, gli stessi che hanno portato il paese alla sfascio. Ha ripetuto che il suo sarà il governo della svolta radicale. Dobbiamo prenderla in parola visto che di una svolta radicale il paese ha bisogno come il pane. Chiediamo queste sette misure:

Le richieste Un piano nazionale per il lavoro contro il dissesto idrogeologico, per il risanamento anti sismico e di edilizia scolastica popolare per l’energia da fonti rinnovabili. Un piano di assunzione nei settori pubblici sotto organico: anzitutto sanità e scuola. Reddito minimo garantito di 700 euro e adeguamento di pensioni di coloro che sono al di sotto di questa soglia. Ridurre del 50 percento le tasse antipopolari come Iva e quelle su prima casa e immobili strumentali alla produzione (Tasi, Tari e Imu). Congelare le cartelle Equitalia per chi è in difficoltà economica, bloccare tutte le esecuzioni forzate, sancire l’impignorabilità della prima casa e degli strumenti di lavoro. Promuovere un piano per la protezione dell’agricoltura nazionale se necessario con dazi protettivi sulle importazioni, anzitutto degli Ogm. Istituire una banca pubblica per erogare crediti alle piccole imprese artigiane, industriali e dei servizi».

Le conclusioni Ecco le colnclusioni della lettera : «Occorrono circa 150 miliari di euro che possono e debbono essere reperiti dichiarando una moratoria sul debito pubblico verso la finanza speculativa e bancaria, con un risparmio annuo immediato sugli interessi di circa 80 miliardi e con una imposta del 2,5% sui grandi e medi patrimoni immobiliari. Non ci risponda anche lei che l’Europa non ce lo consente. Sono proprio i vincoli europei che ci hanno portato all’abisso. Siamo stanchi di fare la fame per tenere in piedi una moneta traballante e un’Unione in mano alle grandi banche d’affari. Se lei, come chi l’ha preceduto agirà come una marionetta dei poteri forti, si faccia da parte e lasci che il popolo italiano riconsegni al paese la sua sovranità economica, monetaria, politica e democratica».

ùFirmato Marcia della dignità – Popolo sovrano – Gruppo 9 dicembre

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