Droni su Carsulae

Un drone sui cieli di Carsulae per approfondimenti geologici e idrogeologici. L’oggetto volante ipertecnologico è in volo ormai da qualche giorno, nell’ambito del progetto Approccio multidisciplinare al sito archeologico di Carsulae, ai fini della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, consegnando rilievi dall’alto del sito  tra cui anche il telerilevamento (o remote sensing) ci si aspetta di giungere ad un’analisi ampia e dettagliata del territorio.

Nuove ipotesi per ricostruirne la fine di Carsulae L’obiettivo è evidenziare le strutture geologiche, le dinamiche geomorfologiche, le evidenze idrologiche come evoluzione nel tempo della rete idrografica in rapporto ad eventi naturali o antropici, e idrogeologiche, nonché le tracce archeologiche, da umidità, vegetazione e alterazione della composizione del terreno. Il progetto dei droni si Carsulae, che volano con guida assistita da Gps, si è tenuto nei giorni scorsi a Sangemini dove sono stati illustrati anche i primi risultati del progetto: «Gli studi stanno aprendo scenari nuovi sulla fine della città che sembra possibile collocare entro il IV secolo dc certamente non a causa di un terremoto, ma per graduale e spontaneo abbandono da parte degli abitanti, vista la pericolosità dettata dall’assenza di una cinta muraria difensiva».

Esperti Il professor Marco Materazzi dell’Università di Camerino ha invece spiegato: «Marco Materazzi dell’Università di Camerino ha spiegato: «Stiamo studiando il paesaggio e la sua evoluzione. Il territorio dove sorge la città è complesso e è stato soggetto a processi geomorfologici di diversa tipologia e pericolosità, resta il nodo della collocazione cronologica degli eventi e in particolare se questi abbiano condizionato l’evoluzione della città nel periodo dell’occupazione antropica, rilevando quanto tali eventi possano costituire un elemento di pericolosità per la gestione attuale e futura del sito archeologico, ma attraverso i rilievi e indagini dirette, di analisi laboratoriali e all’utilizzo di tecniche specialistiche riusciremo, entro giugno, a dare delle risposte scientifiche a queste domande».

Attività openair Uno dei momenti clou dello studio consisterà nella tre giorni, aperta al pubblico e alle scuole, organizzata da esperti e ricercatori, La storia della città di Carsulae in una goccia d’acqua in programma per il 22, 23 e 24 maggio che si svilupperà intorno a una serie di attività dimostrative, per lo più open air, strutturate come il racconto di un lungo viaggio, in stile narrativo. Si tratta di attività alternative alla lezione frontale che oltre a spiegare gli studi mostreranno alcuni degli strumenti utilizzati, tra cui proprio i droni.

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