Circa 33 mila edifici danneggiati e 22.604 persone evacuate. Questi alcuni dei dati messi in ordine con la pubblicazione Diventi Umbria curata dalla Regione Umbria e martedì mattina illustrata a Foligno dal capo della Protezione civile dell’Umbria, Alfiero Moretti, durante l’apertura degli appuntamenti che scandiranno il ventennale del terremoto del 1997, costato la vita a undici persone. Il momento più intenso è quello del 3 ottobre, quando ad Assisi arriverà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ancora 170 milioni in bilico In particolare, Moretti nella relazione introduttiva che ha aperto i lavori, a cui ha partecipato anche il ministro per la coesione territoriale Claudio De Vincenti, ha ricordato come «il terremoto del ’97 provocò danni per 8 miliardi di euro con quattro scosse significative». La prima fu quella di magnitudo 5,8 delle 2.33 del 26 settembre, poi la terrà tremò ancora alle 11.42 con magnitudo 6,1 e di nuovo il 14 ottobre con 5,5 e infine il 26 marzo del 1998 con 5,2: «Ad oggi sono rientrate nelle proprie abitazioni 22.337 persone (99 per cento) e sono stati ultimati 11.260 interventi (97 per cento), mentre la spesa complessiva, comprensiva dei mutui regionali, delle risorse comunitarie e quelle destinate a specifici interventi, ammonta a quasi 5,2 miliardi di euro, pari al 96 per cento delle risorse disponibili e programmate nel periodo 1998-2016».
Venti anni dopo il terremoto di Colfiorito Da spendere mancano ancora 170 milioni: «Ma non perché le opere non sono finite ma perché – ha detto Moretti – per alcune difficoltà amministrative le carte arrivano dopo i cantieri, tant’è che gran parte di questi sono soldi sono stati già impegnati e liquidati alle stazione appaltanti. Stiamo concludendo la ricostruzione privata – ha proseguito – per tutti gli edifici isolati è conclusa da tempo, ma quelli più complessi che mettono insieme centri storici e cittadini consorziati hanno subito qualche ritardo. Insieme all’innalzamento della sicurezza degli edifici – ha detto – la grande novità del terremoto del ’97 sono stati i Programmi integrati di recupero, la parola magica di questa ricostruzione è stata l’integrazione sia dei soggetti che delle risorse, ma pure degli interventi che non hanno interessato solo le case, le opere pubbliche e i beni culturali, ma anche tutti gli spazi pubblici dei centri storici e abitati fino, per intendersi, alle urbanizzazioni e ripavimentazioni delle piazze e delle vie».
Dal ministro ai sindaci A Foligno per l’apertura del ventennale dal sisma anche il ministro De Vincenti: «Il ricordo delle vittime del sisma del 1997 – ha detto – ci spinge ad avere ben presenti tutti quelli che sono stati colpiti dal terremoto del 2016. Ma la ricostruzione e la rinascita dell’Umbria dopo il ’97 ci dà un’indicazione molto seria e forte su come procedere ora nell’Italia centrale. L’esperienza di 20 anni fa ci dice che le popolazioni devono restare sul loro territorio nella massima sicurezza antisismica». Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, ricordando i fatti del 1997, ha detto che «il terremoto è stata anche una opportunità per un nuovo sviluppo grazie a una buona ricostruzione e la nostra esperienza deve essere un faro per quei territori che sono oggi alle prese con i danni del sisma». Hanno raccontato i giorni del ’97 e la successiva ricostruzione anche gli allora governatori di Regione, Bruno Bracalente e Maria Rita Lorenzetti, poi è stato il turno della presidente Catiuscia Marini, alla prova della ricostruzione del terremoto di Norcia, Preci e Cascia: «Venti anni dopo abbiamo un’Umbria più sicura e la consapevolezza che sappiamo fare e possiamo fare, ma – ha evidenziato – l’esperienza di allora la dobbiamo applicare nella ricostruzione di oggi, superando i limiti del passato, non con la logica del ‘dove era, come era’, ma con il ‘dove era e come sarà’. Dalla nostra – ha detto – abbiamo un quadro normativo e legislativo di ottima qualità che ci consentirà di avviare la ricostruzione dei centri colpiti dal sisma con una nuova idea di sviluppo».
