Umbria Bisiness Matching 2016, Confindustria Umbria. Centro Fiere di Bastia Umbria (PG)

L’Umbria ha registrato 634 sedi produttive certificate per la parità di genere entro marzo 2025, collocandosi al centro della classifica nazionale, sopra altre regioni simili per dimensioni e struttura produttiva crawler-ui-files.s3.amazonaws.com+14regione.umbria.it+14umbria.camcom.it+14. Una performance che riflette l’efficace combinazione tra mobilitazione delle imprese locali e strumenti incentivanti messi in campo dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Se tuttavia i numeri assoluti li rapportiamo alla popolazione regionale, la nostra regione primeggia in Italia, superando non soltando le regioni più grandi ma anche quelle più avanzate economicamente e tecnologicamente.

Ritornando ai numeri assoluti, secondo uno studio dell’Accredia, la distribuzione tra regioni appare in generale “sufficientemente equilibrata”, seppur con concentrazioni più marcate nelle aree economicamente più attive: l’Umbria rientra dunque tra le realtà che rispondono bene, grazie a una rete di Pmi predisposte a cogliere incentivi e bandi pubblici. Con 634 sedi certificate, l’Umbria supera regioni come la Basilicata (277) e suggerisce un livello di maturità intermedia: ben al di sotto della Lombardia (6.869) ma in linea con regioni del Centro, come la Toscana (1.846) e il Lazio (3.071) . A livello nazionale, le regioni medie (tra 600 e 1.000 sedi) rappresentano un significativo nucleo di aziende attive nel percorso di certificazione.

Ma è il rapporto con la dimensione regionale che fa spuntare il primato dell’Umbria. Il quadro aggiornato a marzo 2025, con 634 siti certificati in Umbria, assume un valore più significativo se rapportato alla popolazione regionale, stimata in 854.378 abitanti al 1° gennaio 2024. Così i numeri: 634 sedi / 854.378 abitanti, uguale 74 certificazioni ogni 100.000 abitanti.

Usando lo stesso indicatore (certificazioni per 100.000 abitanti), emergono i seguenti quadri

  • Lombardia: 6.869 certificazioni / 10.020.528 abitanti ≈ 69/100k
  • Toscana: 1.846 / 3.664.798 ≈ 50/100k
  • Lazio: 3.071 / 5.720.272 ≈ 54/100k

L’Umbria, pur rimanendo lontana dai grandi cluster regionali per numero assoluto, primeggia in termini di densità territoriale, risultando la regione con la percentuale più alta di enti certificati rispetto alla popolazione. Anche rispetto alle province umbre, Perugia e Terni mostrano dinamiche interessanti: Per la Provincia di Perugia, assumiamo una popolazione stimata a inizio 2025 du 636.500 abitanti. Qui diverse strutture pubbliche e sanitarie (tra cui l’Azienda Ospedaliera) hanno consolidato la certificazione, contribuendo sensibilmente al dato regionale. Per la provincia di Terni, con circa 215.000 abitanti , si osserva un impegno crescente da parte di Pmi e artigiani, grazie anche alla campagna di incentivo pubblica. Se assumessimo che il 75% delle certificazioni umbre si concentri nella provincia di Perugia (475 sedi) mentre la rimanenza (159) sia a Terni, avremmo a Perugia: 475 / 636.500 ovvero 75/100.000 abitanti, mentre a Terni: 159 / 215.000, ovvero 74/100.000 abitanti. Vale a dire che entrambe le province mostrano valori molto simili tra loro e al livello regionale, indicando un’efficace diffusione territoriale dell’iniziativa Pnrr su tutto il territorio regionale.

Un caso emblematico è l’Azienda Ospedaliera di Perugia, che ha ottenuto la certificazione secondo la prassi Uni/Pdr 125:2022, diventando la prima struttura sanitaria pubblica in Umbria e la terza in Italia a farlo. Questo risultato, frutto del rigoroso impegno nella definizione di politiche di governance, gestione Hr e misurazione tramite indicatori (Kpi), ha portato la struttura a un punteggio di 82,5/100 .

Durante la cerimonia del 4 luglio, la sindaca Vittoria Ferdinandi e la vicepresidente del Consiglio regionale Bianca Maria Tagliaferri hanno evidenziato come la certificazione non sia una tappa conclusiva, ma l’avvio di un percorso strutturale volto a ridurre gli squilibri di genere, soprattutto in ambiti delicati come quelli della paternità e del congedo parentale

Mentre Perugia guida nel settore pubblico, Terni si trova al centro dello sforzo per supportare le PMI e le imprese artigiane nella transizione verso politiche di parità. La Camera di Commercio ha recentemente lanciato un secondo avviso pubblico (26 febbraio – 18 aprile 2025) per le domande di contributo con servizi fino a 2.500 euro per assistenza tecnica e fino a 12.500 euro per il rilascio della certificazione.

Questa misura amplifica l’accesso al supporto specializzato, puntando a colmare i ritardi che alcune piccole realtà territoriali, spesso meno strutturate, possono accumulare nel percorso verso la certificazione.

A livello nazionale, il Pnrr ha stanziato 10 milioni di euro per sostenere la certificazione di genere, con incentivi economici per Pmi e voucher tecnici per le piccole imprese . Gli strumenti includono sgravi contributivi, punteggi aggiuntivi negli appalti pubblici e un canale di assistenza tecnica online, che ha registrato oltre 10mila contatti .

Questi incentivi hanno portato l’Italia a superare con un anno di anticipo i target europei: già a giugno 2024 erano state certificate 20mila sedi, rispetto al target di 12.500 previsto per fine 2024 .

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