di Daniele Bovi
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Sarà un luglio di relativa tranquillità quello che vivranno i 1.300 dipendenti di Umbria Mobilità, l’azienda unica regionale dei trasporti invischiata in una dura crisi che va avanti ormai da un anno. Il 10 luglio infatti, secondo quanto trapela dalla società gli stipendi verranno pagati regolarmente. Il che è già una notizia come ha avuto modo di spiegare giorni fa il presidente Lucio Caporizzi: «La cosa che deve sorprendere – ha detto di fronte al Comitato di monitoraggio di palazzo Cesaroni – non è la difficoltà di pagare gli stipendi di un mese, ma il fatto che negli altri mesi si sia riusciti a pagarli».
Stipendi ok Una notizia che potrebbe contribuire a far tornare il sereno tra il management, i soci pubblici e i sindacati dopo la dichiarazione dello stato di agitazione e il nulla di fatto sulla trasformazione in un vero accordo, da sottoscrivere in teoria entro il 21 giugno, di un verbale firmato dalle parti. Un patto in cui si sarebbero dovute mettere nero su bianco garanzie relativamente a regolarità dei pagamenti, quattordicesime, livelli occupazionali e mantenimento di una significativa quota pubblica in Umbria Mobilità Esercizio, la nuova srl frutto dello scorporo che sarà venduta e che si occuperà della gestione del servizio nella regione.
TUTTI I DETTAGLI DEL BANDO DI VENDITA
Una tantum e 14esime Le altre buone notizie per i lavoratori riguardano l’una tantum derivante dal contratto nazionale e la 14esima che sarebbe dovuta arrivare mercoledì insieme alla busta paga. Dato per assodato, ormai da giorni, che i soldi al momento per le quattordicesime non ci sono, l’azienda ha dato rassicurazioni sul fatto che entro la fine dell’anno sarà saldato il dovuto. Per quanto riguarda l’una tantum questa dovrebbe essere «spalmata» in due rate tra luglio e agosto mentre le 14esime in tre entro dicembre. La data da cerchiare in rosso ora è quella del 29 luglio, termine ultimo per capire quante e quali saranno le imprese interessate a rilevare Umbria Mobilità Esercizio.
Bandi e assunzioni Il giorno dopo si apriranno le buste. Sul mercato i soci hanno messo il 70% delle quote, mentre entro un anno UM ha la possibilità, se lo riterrà opportuno, di vendere il restante 30%, con l’obbligo per l’acquirente di comprarlo. Quella che si chiuderà il 29 e 30 luglio sarà solo la prima fase della procedura di vendita. Con la seconda, una volta capito chi è interessato (si parla di Busitalia, del principale vettore pubblico tedesco e dei francesi di Transdev) verrà spedito l’invito a presentare l’offerta, poi ci sarà la presentazione vincolante e, infine, la valutazione e l’aggiudicazione. In attesa di capire quale sarà la società che si occuperà della gestione del servizio nella regione, la Faisa Cisal ha scritto una lettera al cda e alla direzione della società. Oggetto, «l’assunzione di un operatore di uno studio legale». Con la lettera si chiedono «delucidazioni» proprio «sull’assunzione di una figura nell’area legale che conta già un dirigente, tre quadri e un coordinatore d’ufficio». «Vorremmo sapere – è scritto nella lettera – se è una figura fondamentale per l’azienda e perché non si è indetta una selezione pubblica».
Intervengono le Rsu A prendere carta e penna sono poi anche le Rsu che, in una nota, dopo aver spiegato che «gli enti proprietari non hanno rispettato gli impegni economici assunti anzitempo», chiedono che i problemi «non siano scaricati sugli utenti, mediante l’aumento indiscriminato del costo dei biglietti e attraverso il taglio dei servizi; che l’azienda garantisca le retribuzioni dei dipendenti e che sia fatta chiarezza sulle responsabilità e chi ha sbagliato paghi». Nel documento le rappresentanze aziendali chiedono poi una gestione futura all’insegna del rigore e della trasparenza, l’azzeramento dei «trattamenti economici elargiti ad personam e delle spese inutili e che le assunzioni «siano eseguite con concorso e/o selezione pubblica, e non tramite i soliti “inciuci” che non tengono conto della meritocrazia e della effettiva necessità dell’azienda».
