La protesta notturna a Terni

di Daniele Bovi e Marco Torricelli
Twitter @DanieleBovi

Ai 1.300 lavoratori di Umbria mobilità lo stipendio di settembre arriverà sì, ma a rate: un acconto da 500 euro il 21 ottobre e il saldo tra il 28 e il 31. Ad assicurarlo sono stati l’azienda e tutti i soci (assente solo il Comune di Spoleto) nel corso dell’atteso incontro di martedì pomeriggio con i sindacati. Un tavolo dove Cgil, Cisl, Uil, Faisa-Cisal e Orsa volevano risposte certe su pagamento degli stipendi e percorso di vendita. Le letture alla fine sono diverse, tra chi parla di «passo in avanti» e chi fa capire che «non è andata bene». Di certo sarà una lunga serata, visto che alle 21 sono iniziate le assemblee con i lavoratori, ovviamente preoccupati e che potrebbero anche respingere l’ipotesi prospettata ai sindacati e passare alla mobilitazione.

Sit-in notturno I lavoratori della sede di Terni, al termine dell’assemblea, hanno deciso di dar vita ad una manifestazione simbolica ed hanno raggiunto il deposito degli automezzi, a Maratta. Facce stanche, mani e voci che tremano mentre raccontano di «mutuo da pagare e non so come fare», di «assicurazione della macchina che non ho potuto pagare e, visto che al lavoro ci vado con quella, rischio anche di prendere la multa», di «dirigenti che continuano a prendere premi, nonostante la situazione in cui ci hanno portato». Uno striscione improvvisato, scritto lì, sul posto, recita «Non fateci diventare fuorilegge» ed è la stessa cosa che i lavoratori ternani di Umbria Mobilità spiegano ai due carabinieri che sono venuti a dare un’occhiata: «Non vogliamo fare danni o fare male a nessuno – dicono – ma solo richiamare l’attenzione su di noi, perché ci stanno portando all’esasperazione».

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I soldi Le risorse per assicurare l’azienda unica dei trasporti fino alla fine dell’anno arriveranno da più fronti. In primis da quanto deciso martedì dalla giunta regionale. Con un emendamento alla legge finanziaria portato martedì mattina in consiglio regionale infatti, la giunta Marini ha deciso di non pretendere i quattro milioni che Umbria mobilità avrebbe dovuto restituire ad ottobre. Soldi relativi alla prima delle rate con cui l’azienda dovrà rimborsare il maxi-prestito da 13 milioni di euro varato nei mesi scorsi da palazzo Donini. Un «beneficio diretto», osservano dalla giunta, in grado di tamponare la situazione attuale. Il termine finale per la restituzione dell’intera somma però non cambia. Stando all’emendamento approvato infatti i tredici milioni dovranno comunque tornare nelle casse della Regione entro il 31 dicembre di quest’anno. Regione che a suo tempo si era tutelata da una possibile mancata restituzione, stabilendo che venisse accantonata una somma pari alle singole tranche del prestito a UM trattenendo i soldi del fondo per i trasporti. In pratica in caso l’azienda non paghi, niente soldi del Fondo.

Ossigeno Ora però questa mossa permetterà di generare liquidità. Altro ossigeno prezioso dovrebbe arrivare, il condizionale è d’obbligo, dagli altri soci che all’incontro hanno assicurato che a breve pagheranno gli arretrati vantati da Umbria mobilità. Circa 12 milioni che l’azienda deve incassare per i servizi già svolti sul territorio. Perugia dovrebbe versare il 50% del dovuto (due milioni di euro) mentre da parte degli altri c’è l’impegno a garantire in blocco il resto. Verso palazzo Donini è poi stata ribadita la richiesta di sbloccare gli altri 7 milioni circa del maxi-prestito deciso nei mesi scorsi. Dei 20 autorizzati dal consiglio regionale infatti ne sono stati erogati e utilizzati 13. Da parte di palazzo Donini non è arrivato un no netto ma è stato anche spiegato che attualmente l’ipotesi non è all’ordine del giorno. Insomma, si tenterà di arrivare alla fine dell’anno con quanto sopra e tutto il quadro della situazione verrà esposto al prefetto che i sindacati incontreranno mercoledì alle 17.

IL CASO DELL’ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO DI VIOLA

Il caso Viola Con una nota poi il presidente della società Lucio Caporizzi interviene sull’annullamento del contratto da dirigente di Franco Viola, attuale amministratore delegato. «Si precisa che – scrive – se corrisponde al vero che Umbria TPL e Mobilità ha in via di autotutela provveduto all’annullamento del rapporto di lavoro dirigenziale con l’ing. Franco Viola, altrettanto vero è che gli effetti economici conseguenti al rapporto stesso e al suo annullamento sono stati correttamente determinati in merito ai principi delineati in materia dalla giurisprudenza». «Nessuna irregolarità – conclude – è quindi riscontrabile».