di Daniele Bovi
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La calcolatrice non lascia scampo, al massimo qualche margine. La ‘caccia’ al pareggio di bilancio da parte del nuovo management di Umbria mobilità sembra non aver dato gli esiti sperati. Nel corso della riunione del consiglio di amministrazione della società di lunedì infatti, una cosa è parsa chiara nella cornice di un quadro che rimane difficile: il sospirato pareggio non c’è. Dall’incontro non filtra in modo ufficiale alcuna cifra, visto l’obbligo di mantenere il riserbo in vista dell’assemblea dei soci di fine mese, quando il documento verrà ufficialmente messo sul tavolo per essere approvato. Numeri quindi non ve ne sono ma è ormai certo che con i soci si dovrà discutere di un numero con davanti il segno meno.
I conti Le uniche informazioni disponibili al momento parlano di un pareggio per il quale non ci sono i tempi tecnici, di un’opera definita «di ripulitura», che consiste in tagli e ottimizzazioni ma non solo. La situazione infatti viene descritta come «fluida» e dei margini per il contenimento del ‘rosso’, grazie ad alcune leve, ci sarebbero. Insomma, al momento sembra che si debba solo quantificare di quanto i conti siano in disavanzo. I giorni da qui alla fine del mese sono di quelli importanti: oltre all’assemblea dei soci con all’ordine del giorno il bilancio 2012, il 29 scadono i termini, per le aziende interessate, per partecipare alla preselezione per l’acquisto di Umbria Mobilità Esercizio, la nuova srl frutto dello scorporo che si occuperà della gestione del servizio nella regione.
Il bando Busitalia (gruppo Trenitalia), nei giorni scorsi attraverso una lettera formale ha chiesto chiarimenti sul bando e, da settimane, circolano i nomi di un’azienda tedesca (Netinera?) e dei francesi di Transdev. Per avere un riscontro basterà aspettare il 30 luglio, quando verranno aperte le buste. Poi scatterà la seconda fase della vendita con la spedizione dell’invito a presentare l’offerta, in seguito ci sarà la presentazione vincolante e, infine, la valutazione e l’aggiudicazione. Un percorso che si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno. In tutto questo vanno pagati gli stipendi, impresa ogni mese tutt’altro che agevole. Il 10 agosto andranno versati gli emolumenti di luglio e, secondo quanto filtra dall’azienda, c’è una relativa tranquillità.
Flamini Al momento invece nessuna novità per quanto riguarda i circa otto milioni che alcuni comuni umbri debbono all’azienda di trasporti per i servizi effettuati. Idem per quanto riguarda il fronte romano: rispetto al piano di rientro concordato con le controparti ci sono dei ritardi e il flusso dei pagamenti, dopo le prime quote arrivate a fine maggio, si è in pratica bloccato. Dalla politica invece, in questo caso dal segretario provinciale di Rifondazione Enrico Flamini, arriva l’invito ai soci di dare seguito alla richiesta di incontro fatta recentemente dai sindacati e di sottoscrivere il protocollo d’intesa del sei giugno: «Rifondazione comunista – scrive Flamini in una nota – ritiene che debbano proseguire da subito gli incontri con le organizzazioni sindacali per dare seguito a quanto stabilito durante l’incontro del 6 giugno 2013. Condividiamo il fatto che si debba fin da subito arrivare alla sottoscrizione del protocollo che garantisca le seguenti condizioni: salvaguardia dell’occupazione e dei livelli retributivi, rispetto della contrattazione nazionale e aziendale in vigore, mantenimento delle risorse attualmente destinate al settore e dell’integrità dell’azienda. Chiediamo agli enti proprietari di sottoscrivere al più presto il protocollo ed annunciamo da subito il nostro sostegno alle mobilitazioni del sindacato rispetto a questo punto».
LA PROCLAMAZIONE E I MOTIVI DELLO SCIOPERO
È sciopero Intanto, martedì mattina, i sindacati hanno proclamato quattro ore di sciopero per il sette agosto prossimo. «Le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Orsa, si vedono costrette – si legge in una nota – a proclamare per il prossimo 7 agosto 2013 una prima azione di sciopero di 4 ore di tutto il personale di Umbria Mobilità. Questo perché si sono rivelati vani sia il tentativo di conciliazione effettuato il 10 luglio in prefettura a Perugia, sia la sollecitazione effettuata lo stesso giorno agli Enti proprietari mediante una nota scritta, ad oggi ancora priva di riscontro».
