I lavoratori di UM in sciopero (foto F.Troccoli)

di D.B.

Com’era ormai nell’aria da molti giorni, sarà sciopero, anche se ‘soft’. Il 7 agosto infatti i lavoratori di Umbria Mobilità, informano i sindacati, incroceranno le braccia per quattro ore. Una «prima azione» alla quale le sigle (Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Orsa) «si vedono costrette». Le motivazioni riguardano il fallito tentativo di conciliazione con l’azienda del 10 luglio in prefettura e la mancata convocazione da parte dei soci. Il personale di autobus, treni, traghetti, scale mobili e minimetrò si fermerà dalle 17.30 alle 21.30, mentre quello degli impianti fissi e gli amministrativi le ultime quattro ore del turno. Tornando alla ragioni dello sciopero, i sindacati rivendicano ancora una volta l’inserimento, nel bando di gara per la vendita di Umbria Mobilità Esercizio, di «garanzie industriali, reddituali e occupazionali» attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa che preveda anche il mantenimento di una quota pubblica da parte dei soci di almeno il 30%.

BILANCIO 2012, NON C’E’ IL PAREGGIO

Il protocollo Protocollo che, dopo l’incontro del 6 giugno sugli stessi temi, gli enti si erano presi l’impegno di sottoscrivere entro le due settimane successive ma che è rimasto invece lettera morta. I sindacati chiedono poi «opportune rassicurazioni – scrivono – rispetto alla sussistenza di pesanti e gravi incertezze rispetto alla situazione economico-finanziaria dell’azienda, tali da mettere in discussione la possibilità che si possa portare a compimento il processo di aggregazione con il partner industriale in via di individuazione, visti i tempi non brevi necessari per tale operazione». Da ultimo c’è poi la richiesta di pagare gli stipendi nei tempi previsti dal contratto, senza i giorni di ritardo che ormai sono una costante.

Quattro gruppi Secondo il sindacato poi sono quattro i «grandi gruppi a capitale pubblico europei e italiani» che hanno al momento manifestato il loro interesse per rilevare UM Esercizio. Un fatto che secondo i rappresentanti dei lavoratori dimostra le «enormi potenzialità» di quella che è «una delle più grandi aziende del settore a livello nazionale». Sul banco degli imputati ci sono poi quei comuni che non pagano «regolarmente e puntualmente» i corrispettivi dovuti (al momento mancano 8-9 milioni di euro), mentre alla Regione viene chiesto di «assumersi l’onere di ricapitalizzare Umbria Mobilità per i restanti 20 milioni di euro, garantendo sia economicamente, sia politicamente l’azienda stessa; è del tutto evidente che se gli stessi Enti proprietari dimostrano di non avere fiducia sulle possibilità di salvezza dell’azienda, rimane difficile pensare che altri possano averla, ad iniziare dagli istituti di credito coinvolti».

Rometti risponde al Pdl Di Umbria Mobilità si è discusso anche martedì nel corso della seduta del consiglio regionale. Rispondendo ad un’interrogazione dei pidiellini Valentino e Monni, con la quale si chiede alla giunta di valutare la possibilità di costituirsi parte civile contro il vecchio management, Rometti ha invitato a «tenere sempre conto che la Regione non è neanche socio di maggioranza relativa», evidenziando poi che «queste decisioni vanno prese insieme agli altri soci e comunque non prima della conclusione tutti i controlli interni e esterni in corso rispetto alle vicende che hanno attraversato la società negli ultimi due anni».

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