di Daniele Bovi
Umbria Mobilità verrà ricapitalizzata. I soci dell’azienda unica regionale dei trasporti hanno dato il via libera all’aumento di capitale lunedì mattina nel corso dell’attesa assemblea straordinaria. Sul piatto andranno messi almeno venti milioni di euro. Un’operazione dai tempi lunghi, che non porterà a breve soldi freschi nelle casse della società dissanguate da una grave crisi di liquidità. Una mossa che serve anche a lavorare sul fronte delle banche. Con la promessa di sottoscrivere in futuro l’aumento di capitale (c’è tempo 12 mesi) si proverà infatti a bussare alle porte degli istituti di credito per ottenere quella liquidità di cui l’azienda ha un fortissimo bisogno. I passaggi tecnici però sono lunghi e complessi e quindi l’assemblea è stata sospesa e rimandata a venerdì proprio per approfondire tutte gli aspetti del caso, tra delibere delle varie giunte per dare il via all’operazione e chiarimenti all’interno degli stessi enti.
Le posizioni Che tutti partecipino all’aumento infatti non è un fatto scontato: la Regione, tramite la presidente, ha fatto intendere che la sua pate la farà purché anche gli altri facciano la loro. Così come una condizione decisiva per mettere sul piatto soldi pubblici è che ci sia un piano di risanamento e di riorganizzazione. Il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta lunedì, ha detto che tra le misure c’è anche quella di una sospensione del servizio laddove gli enti (vedi Roma) non pagano. Il piano di risanamento prevede poi anche la dismissione di tutte quelle partecipate non strategiche, non connesse cioè strettamente ai trasporti.
Ripensare l’azienda «Da parte mia – ha detto Boccali – ho chiesto anche che ci sia più equità». Tradotto, anche gli altri enti soci dovranno contribuire aumentando i prezzi dei biglietti come fatto da Perugia e come chiesto anche dal presidente dell’azienda Giovanni Moriconi nella relazione che accompagna il bilancio 2011. «E’ ora – ha aggiunto Boccali – di affrontare in modo radicale la riorganizzazione del servizio e di ripensare l’azienda in modo innovativo, aprendo ai privati, modificando lo statuto e introducendo forme diverse di gestione e organizzazione».
Privatizzazione e soldi da Roma Sul tavolo, come ipotesi, rimane anche quella della privatizzazione di una parte dell’azienda in caso alcune quote non venissero sottoscritte. Contatti ci sarebbero con Trenitalia e con una società francese. Così come sul tavolo, venerdì, i soci vorranno chiarimenti riguardo ai pagamenti che Comune di Roma e Regione Lazio hanno fatto a Roma Tpl, società di cui UM è socia al 33,33% insieme ad altre due realtà come Cotri e Vtm: il dubbio di palazzo Donini è che solo UM non abbia ricevuto i soldi da Comune e Regione. Perché, in caso? Nel frattempo la società provvederà a saldare alcune spettanze ai suoi 1.500 dipendenti.
Primi pagamenti Grazie infatti al finanziamento recentemente deliberato dalla Regione (3,7 milioni) e al prestito ponte della Provincia di Perugia (3,8 milioni), l’azienda pagherà gli stipendi di agosto e settembre (con scadenza 10 settembre e 10 ottobre) ed erogherà un’anticipazione di 500 euro della quattordicesima che in teoria i dipendenti avrebbero dovuto incassare a luglio.

