di Daniele Bovi
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La strada lungo la quale camminano gli autobus di Umbria mobilità è strettissima. Lunedì sul tavolo della giunta regionale arriverà l’ipotesi di sbloccare altri sette milioni del maxi-prestito varato nei mesi scorsi. Ad oggi infatti al tetto dei venti fissato a suo tempo dalla giunta l’asticella segna 13. Tanti ne ha utilizzati ad oggi l’azienda. Da quanto filtra da palazzo Donini però, quei soldi occorre trovarli e non sarà impresa tra le più facili. Dalla giunta dovranno arrivare risposte visto che 24 ore dopo, martedì alle 17.30, l’assessore ai Trasporti Silvano Rometti incontrerà l’azienda e i sindacati. In quella sede i lavoratori e i loro rappresentanti, come spiegato chiaramente nel corso della conferenza stampa di venerdì pomeriggio, si attendono risposte precise su due versanti: stipendi e percorso che porterà all’ingresso del nuovo socio, Busitalia o i francesi di Ratp Group.
Sotto pressione Insomma, palazzo Donini è un’altra volta sotto pressione e chiamato a mettere una toppa ma il nervosismo è palpabile. Nei confronti dei comuni umbri (da Spoleto a Perugia passando per Città di Castello e Terni) nonché verso Roma c’è irritazione per i mancati pagamenti. A UM infatti mancano in cassa 18 milioni di euro: 12 dovuti dai comuni umbri per i servizi svolti sul territorio dalla società, e sei che riguardano le tranche relative ai crediti che Roma deve versare. In quest’ultimo caso infatti, nonostante ci sia un accordo che stabilisce un percorso preciso di rientro, da luglio non arriva più un soldo. Risultato, le casse sono vuote e i lavoratori sul piede di guerra. Forse, anche se con grande difficoltà, le risorse per pagare gli stipendi di settembre alla fine si troveranno (l’ad Viola ha ipotizzato una data tra il 28 e il 31 ottobre), ma l’ennesima pezza pare tutt’altro che scontata.
Ricapitalizzazione Inoltre emerge con sempre più chiarezza che l’altro grande problema che ha determinato la situazione attuale, consiste nella mancata ricapitalizzazione da 25 milioni di euro contenuta nel piano di rilancio elaborato mesi fa dai due advisor (uno è il presidente di Gepafin Salvatore Santucci). Di quei 25 milioni non s’è vista neppure l’ombra, o meglio, solo la Regione ha fatto la sua parte mettendo i cinque milioni di euro e, in seguito, optando per il maxi-prestito una volta compreso che anche gli sportelli delle banche erano sbarrati. Proprio la ricapitalizzazione, che costituiva uno degli assi portanti del piano, viene vista dai tre membri del collegio sindacale (nella loro relazione allegata all’ultimo bilancio) come decisiva anche per quanto riguarda la vendita: i tre auspicano infatti che «vengano rapidamente messe in atto le misure contenute nel piano di ristrutturazione, senza le quali non è possibile procedere con la cessione del pacchetto di quote di maggioranza della società, né garantire la continuità aziendale»
La polemica In questo quadro il sottosegretario ai Trasporti, il pidiellino umbro Rocco Girlanda, giudica «non più rinviabile un tavolo istituzionale di crisi al fine di trovare una soluzione chiara e condivisa da tutti sulla vicenda». Richiesta alla quale risponde non senza una certa ironia il segretario della Cgil di Perugia Vincenzo Sgalla che, dopo aver ricordato il ruolo ricoperto da Girlanda, dice: «Chiede a se stesso di aprire un tavolo? Lo faccia». Una risposta arriva anche da Rometti che mette in fila i tagli subiti dal Fondo nazionale per il trasporto pubblico («il settore del trasporto pubblico locale – dice – è quasi al collasso in tutta Italia») e spiega: «Quanto al tavolo “di crisi” sollecitato dal sottosegretario Girlanda la Regione Umbria – scrive in una nota l’assessore – ha già dallo scorso anno attivato il Tavolo istituzionale per Umbria Mobilità ed è impegnata con ogni strumento, sul piano organizzativo e finanziario, per la salvaguardia dell’azienda e dei livelli occupazionali e retributivi. Un percorso che avrà un passaggio cruciale nella scelta imminente di un partner che offra le necessarie garanzie industriali e finanziarie. Allo stesso tempo – rileva – mentre stiamo operando la rivisitazione del Piano regionale di trasporto e la redazione del Piano di bacino, abbiamo garantito le risorse necessarie per i contratti di servizio vigenti».
