«La lettera inviata dal sottosegretario Rocco Girlanda all’amministratore delegato di Trenitalia, resa nota integralmente ai mezzi di informazione nella giornata di sabato, costituisce un atto molto grave in quanto si inserisce nelle procedure in corso per l’acquisto delle quote societarie di Umbria Mobilità Esercizio». È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini in una nota in cui parla di rischio di turbativa d’asta.«La prima questione che pongo – rileva – è se si tratti di una semplice opinione personale del sottosegretario o se essa rappresenti la posizione del Governo italiano, in quanto ciò costituirebbe un grave atto politico istituzionale che cercherò di chiarire nella giornata di domani».
Turbativa «In particolare – prosegue la presidente – considerando che il 25 ottobre prossimo è la data limite di deposito dell’offerta di acquisto da parte delle due società che hanno manifestato interesse (Busitalia del Gruppo FS e la società francese RTP) i contenuti e le modalità con le quali il sottosegretario Girlanda interviene sulla vicenda sono tendenti a creare una vera e propria ‘turbativa d’asta’ tendente a fare pressioni su una delle società stesse interessate all’acquisto, fino all’esplicita richiesta di valutare l’opportunità della partecipazione stessa alle procedure di gara. E non si comprende se tutto ciò è fatto anche per tutelare altri interessi».
Fatto molto grave «Il fatto di per sé è molto grave se messo in atto da un qualunque cittadino – dice la presidente della Regione Umbria – ma diventa ancor più grave e stigmatizzabile se a farlo è un esponente istituzionale del Governo italiano. Forse al sottosegretario Girlanda sfuggono completamente le procedure con le quali si è sviluppata la messa a disposizione dell’offerta di acquisto: la creazione di una ‘data room’ che ha per legge l’obbligo di evidenziare tutti gli elementi, la situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società stessa, i dati inerenti le risorse umane e il numero di dipendenti dell’azienda con le relative funzioni e mansioni svolte, i dati caratteristici dell’azienda inerenti la dotazione di mezzi, attrezzature e di dotazioni tecnologiche, il livello del servizio svolto e i contratti di esercizio in essere».
Non sa dati «Il sottosegretario Girlanda – afferma ancora – parla facendo riferimento alla conoscenza di atti inerenti il sindacato ispettivo presentati in Parlamento, dimostrando di non sapere che questi dati e questi atti sono stati trasmessi dalla Regione Umbria su richiesta dello stesso Parlamento, e quindi sono quelli noti e pubblici a tutti e certamente noti ai soggetti partecipanti all’offerta di acquisto». «Infine – aggiunge – la proposta formulata di riportare la società ‘in bonis’ evidenzia che il sottosegretario Girlanda non ha colto che in vendita non è Umbria Mobilità, bensì Umbria Mobilità Esercizio che, essendo formalmente costituita, non presenta elementi tali da richiedere nessun intervento straordinario o ordinario sul piano finanziario».
L’interesse si Girlanda è turbare «Mi sembra evidente – conclude la presidente Marini – che, mentre le istituzioni umbre e la Regione in primis si stanno adoperando in maniera concreta e fattiva per una soluzione positiva dell’assetto societario del trasporto pubblico locale in Umbria che possa garantire lo svolgimento corretto del servizio di trasporto ed il mantenimento dei livelli occupazionali nel settore, l’interesse dell’esponente di Governo umbro appare quello di ‘turbare’ la procedura in corso mettendo a rischio la sorte dell’azienda di trasporto pubblico e dell’occupazione di centinaia di lavoratori».
La Cgil Sulla vicenda interviene anche la Cgil con una nota in cui dice: «Vista la complessità e la delicatezza della vertenza Umbria Mobilità, che coinvolge direttamente oltre 1.300 lavoratori e nella quale è in gioco il diritto alla mobilità dei cittadini dell’Umbria, sarebbe utile che tutti i soggetti in causa si muovessero con razionalità e senso della prospettiva. Esattamente il contrario di quanto sta facendo il sottosegretario al ministero dei Trasporti, Rocco Girlanda, le cui ultime dichiarazioni, riportate dalla stampa, appaiono chiaramente in contrasto con l’interesse dei lavoratori e dei cittadini umbri. Il sottosegretario evidentemente non sa che Umbria Mobilità è tra le aziende più produttive del Tpl a livello nazionale e che in essa non ci sono di certo posti di lavoro in esubero, come incredibilmente dichiara lo stesso Girlanda»
Atteggiamento grave «Le difficoltà –prosegue Mario Bravi – che indubbiamente l’azienda sta attraversando sono frutto di scelte manageriali sbagliate, di debiti non onorati dalla giunta Polverini della Regione Lazio, come noto politicamente vicina allo stesso Girlanda, oltre che ai tagli operati dai governi nazionali degli ultimi anni, nei quali il Pdl ha avuto un ruolo predominante. I lavoratori e il sindacato non permetteranno a nessuno, a partire dal sottosegretario Girlanda, di vanificare l’operazione di messa in sicurezza di Umbria Mobilità che si sta faticosamente portando avanti. E l’atteggiamento del sottosegretario è tanto più grave proprio perché arriva nell’ultimo miglio di questo lungo percorso».
