di Daniele Bovi
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Per gli oltre mille dipendenti di Umbria mobilità saranno altri giorni di passione: così come successo molte volte dall’inizio della durissima crisi finanziaria che ha portato allo scorporo della società e alla messa in vendita di UM Esercizio, anche lo stipendio di settembre arriverà con ritardo e non giovedì come da programma. A renderlo noto è stato il direttore amministrativo della società Proietti con un’assai stringata nota ai lavoratori: «Si comunica – scrive il direttore – che la retribuzione di settembre 2013, unitamente alla seconda rata della 14esima 2013, verrà liquidata in data successiva al 10 ottobre. La nuova scadenza verrà indicata con un’ulteriore comunicazione con cui verrà informato il personale».
Caccia ai soldi Oltre agli emolumenti di settembre quindi, arriverà in ritardo anche la tranche della quattordicesima che, così come sottoscritto in estate coi sindacati, sarà erogata ai dipendenti a rate. Dalla nota di Proietti emerge poi con chiarezza un altro fattore, ovvero la mancanza di una data certa nella quale saldare il tutto, sintomo inequivocabile che la situazione è difficile e che le risorse in cassa non ci sono. E proprio il reperimento di risorse sarà il tema all’ordine del giorno di una riunione dei vertici della società che si terrà nella mattina di mercoledì. A bordo di autobus e treni, i lavoratori aspettano.
Il nuovo socio Al di là della situazione legata agli stipendi, le prossime due settimane saranno decisive per le sorti della società di Pian di Massiano. Entro il 25 ottobre infatti nella cassetta della posta sono attese le offerte di acquisto vincolanti da parte di Busitalia e dei francesi di Ratp Group. In ballo c’è il 70% di Umbria mobilità Esercizio, la srl che si occuperà di gestire il servizio nella regione. L’altro 30% potrebbe essere messo in vendita entro un anno con obbligo per l’acquirente di comprarlo. A Pian di Massiano si aspetta con una certa fiducia l’invio delle proposte che saranno valutate per arrivare, presumibilmente entro la fine di quest’anno, all’aggiudicazione.
Monni: Regione si costituisca parte civile Sul ritardo degli stipendi interviene il consigliere regionale di Forza Italia Massimo Monni chiedendosi se «dirigenti e direttore generale dell’azienda percepiranno puntualmente i loro faraonici stipendi non avendo cura di quello che accade ai propri lavoratori». A proposito del ritardo Monni parla di «folle decisione dovuta al grave dissesto finanziario che è frutto di decisioni politiche sbagliate, imputabili all’imperizia dirigenziale e alla responsabilità di scelte scellerate di un management tutt’altro che impeccabile». «Ribadisco con forza – conclude – la necessità impellente della Regione Umbra di costituirsi parte civile contro il vecchio consiglio di amministrazione e il vecchio direttore generale».
