Gli advisor di Umbria Mobilità (foto U24)

di Daniele Bovi
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«Privatizzazione di Umbria tpl e Mobilità spa». Si apre così la terza sezione del piano di risanamento che i due advisor Salvatore Santucci e Ferruccio Bufaloni, nominati dagli enti soci, hanno redatto nel novembre scorso. Pochi giorni fa gli azionisti dell’azienda unica regionale dei trasporti, nel corso di una delle tante assemblee che si sono succedute in questi mesi di grave crisi, hanno deliberato che in vendita ci sarà, al massimo, il 66% della società. Nel piano di novembre i due esperti indicavano come quota minima di azioni da mettere sul mercato il 51%. Per raggiungere lo scopo, oltre a trovare qualcuno interessato attraverso una gara europea (i «sospetti» ricadono tutti su Busitalia-Sita Nord, società di Trenitalia), Bufaloni e Santucci indicano due possibili diverse strade.

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Il Piano A Il piano A, oltre a prevedere una vendita di tutte le partecipazioni non strategiche (in primis le azioni di Sipa), delle società operanti nel settore parcheggi e in quello delle rinnovabili oltre ad immobili che, per essere venduti, potrebbero essere messi in una scatola societaria apposita. Una società immobiliare che si dovrà occupare di dismettere tutto il patrimonio non necessario a far funzionare un’azienda di trasporti. In questo quadro sul mercato andrebbero Sbe enerverde srl, Ciriè parcheggi, Sipa, Tibus srl e la Foligno Parcheggi. Il secondo passaggio riguarda un «elemento essenziale» come la «rivisitazione dei costi e dei ricavi» di cui Umbria24 si è occupata nella prima puntata. Punto numero tre, la riorganizzazione complessiva dei rapporti con Roma, tra pagamenti dei servizi che rimarrebbero in piedi e crediti da far rientrare in cassa. Proprio in questi giorni il nuovo management ha chiuso un accordo per far rientrare 15-20 milioni entro il 2013 e, con tutta probabilità, si dovrebbe procedere al taglio di sei milioni di chilometri così da far risparmiare altre risorse.

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E quello B Di una uscita dalla compagine di Roma Tpl però (di cui UM è socia al 33,33%) non si è parlato ed è proprio questo uno dei punti essenziali del piano B pensato dai due advisor. Un percorso che prevede l’abbandono completo dei servizi nel Lazio e il tentativo, con gli attuali partner o con altri soggetti interessati, di vendere tutto il ramo d’azienda. Cosa che farebbe subentrare «i soggetti interessati anche nelle obbligazioni verso Roma Tpl». Un’operazione che secondo gli esperti sarebbe «non semplice» e soggetta a tempi «non brevi». In questo scenario andrebbe poi costituita una società veicolo, controllata al 100% da UM, che si dovrà occupare di tutta la gestione del servizio vero e proprio in Umbria. E sarebbe proprio il «veicolo» a finire sul mercato con una quota minima di azioni in vendita tra il 51 e il 100%. Gli altri due punti, ovvero le misure sui costi e sui ricavi e sul «dimagrimento» societario sono identici al piano A. Tra queste due strade, che hanno come orizzonte temporale 6-12 mesi, gli enti soci saranno chiamati a scegliere.

L’esempio di Firenze Una strada già tracciata a Firenze, nella cui provincia opera Ataf, la società che Bufaloni e Santucci prendono a paragone per mostrare quale potrebbe essere il destino di UM. Un’azienda comparabile per caratteristiche dimensionali anche se con un portafoglio servizi diversificato. Ataf ha avviato il percorso di privatizzazione nel 2012 e, con i suoi 1.200 dipendenti sviluppa una produzione da cento milioni. Per quanto riguarda la gestione caratteristica, cioè il cuore dei servizi offerti, UM fa risultati migliori. A Firenze però il rapporto tra produzione e capitale investito è 3, mentre in Umbria non raggiunge neanche una unità a causa del patrimonio immobiliare e degli impegni romani. I problemi stanno quindi, secondo gli advisor, nella struttura finanziaria che, una volta consolidata, consentirà a UM di essere appetibile sul mercato. Stando ai dati del 2011, i dirigenti di Ataf sono 4 contro i 13 umbri, i quadri 26 contro 36, gli impiegati 77 contro 151 e gli autisti insieme a tutti gli altri addetti sono 1.181 contro 1.405. (3-continua)

http://www.umbria24.it/umbria-mobilita-accordo-con-roma-entro-lanno-15-20-milioni-possibile-ritocco-per-i-corrispettivi/160316.html

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