Un autobus di Umbria Mobilità

di Daniele Bovi
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Due milioni di chilometri. Tanti ne faranno in meno da giugno gli autobus di Umbria Mobilità. Sforbiciata programmata da tempo, che scatterà con tutta probabilità a partire dal 10 giugno (ovvero con l’entrata in vigore dell’orario estivo) e che dovrebbe contribuire a far risparmiare soldi all’azienda. Più che di una pura e semplice soppressione delle linee però, in molti casi si tratterà di una riorganizzazione. Prendendo ad esempio il caso si una tratta extraurbana, le corse che in questo caso potrebbero saltare sono quelle del sabato sera o della domenica mattina. Corse spesso desolatamente vuote. In altri casi verrà ridotta la frequenza, mentre in altri ancora si agirà riducendo le frequenze nelle fasce intermedie salvaguardando quelle di punta. Insomma, non colpi di accetta a casaccio ma una più complessiva riorganizzazione alla fine della quale, sul totale dei chilometri effettuati dall’azienda nella regione, il taglio sarà del 7%. Mugugni e polemiche saranno però inevitabili e sottotraccia la battaglia dei campanili e delle frazioni c’è già, con protagonisti quelli che non vogliono vedersi le linee ridotte. 

Lo scorporo Sempre per quanto riguarda il futuro dell’azienda emergono nuovi dettagli a proposito della strategia adottata dai soci per la ricerca di un nuovo partner industriale. Grazie allo scorporo deciso nei giorni scorsi verranno create due società che si occuperanno di due compiti ben distinti: la prima, Umbria Mobilità patrimonio, avrà in pancia tutto il patrimonio dell’azienda unica regionale dei trasporti compresi debiti e crediti. Quello non strategico, come noto da tempo, sarà venduto (o meglio, si spera di venderlo). La seconda, Umbria Mobilità esercizi, si occuperà appunto della gestione del servizio nella regione. In essa confluiranno, secondo quanto noto, i vettori (cioè gli autobus e i traghetti) e chi li guida. E sarà proprio questa la società che sarà messa sul mercato con una quota che potrà essere anche del 100%. In una prima fase si procederà con una preselezione per capire chi, tra i grandi player del settore (i soci ne vogliono uno grande almeno quanto UM, che secondo i dati forniti è la quinta in Italia per dimensioni) e poi con la gara vera e propria. Un’operazione da portare a compimento con tutta probabilità entro la fine dell’anno.