Un autobus di UM (foto Fabrizi)

di Daniele Bovi
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La vicenda di Umbria Mobilità non riguarda solo i lavoratori, i cittadini e il loro diritto alla mobilità che deve essere garantito. In ballo ci sono anche i fornitori che lavorano con la società. Se da una parte, infatti, la grave crisi di liquidità è stata originata dai mancati pagamenti per i servizi effettuati nel Lazio, con oltre 60 milioni che in parte (15-20) rientreranno entro il 2013 grazie al recente accordo siglato tra UM e Roma Tpl, la sopracitata crisi si è logicamente riverberata anche sui fornitori. Secondo il piano di risanamento redatto a novembre dai due advisor Salvatore Santucci e Ferruccio Bufaloni, nominati a settembre dagli enti soci, i debiti verso i fornitori ammontano a circa 30 milioni di euro.

GLI ADVISOR: AUMENTARE I BIGLIETTI DEL 20%

I debiti Soldi che, stando al piano, UM vorrebbe rimborsare con un piano in 24 mesi a partire dal prossimo primo luglio. Questo a fronte di un pagamento a 30 giorni delle fatture correnti, con un taso al 5% sulla dilazione concessa. Una mossa che «può consentire un’ulteriore importante messa in sicurezza della situazione aziendale»: 7,5 milioni dovrebbero essere pagati nel corso di quest’anno, gli altri 22,5 nel 2014. Nel futuro dell’azienda poi, secondo Santucci e Bufaloni, i prossimi soci, chiunque essi siano, dovrebbero fare investimenti per rinnovare il parco mezzi della società. «L’attuale consistenza del parco – scrivono – specialmente per quanto riguarda i servizi di trasporto su gomma risente, in termini negativi della assenza di piani di rinnovo dello stesso materiale in questi ultimi anni». Una «vetustà» che costa in termini di qualità dei servizi offerti ai cittadini e di manutenzioni.

ESUBERI E DEBITI CON LE BANCHE

Parco autobus Quindi «non può non essere considerata l’ipotesi di un parziale, ancorché contenuto, rinnovo del parco autobus nel triennio preso in considerazione dal presente piano. In un quadro dove la società potrà disporre di adeguati investimenti, i due advisor ipotizzano 40 nuovi autobus nel triennio 2013-2015 per una spesa complessiva di 8,8 milioni di euro. Chiudendo il loro piano di riorganizzazione, Santucci e Bufaloni tracciano i quattro obiettivi principali: equilibrio economico, più efficienza, consolidamento della struttura patrimoniale e finanziaria e «contenimento» dei «rischi del progetto laziale».

I DUE POSSIBILI PIANI DI VENDITA

I numeri Nell’orizzonte del triennio preso in considerazione complessivamente, con la cura proposta i ricavi aumenteranno dai 108 milioni del 2013 ai 112 milioni del 2015. I costi operativi passeranno da 89 a 96 milioni, compensati però da un miglioramento degli ammortamenti, dei leasing e della gestione finanziaria, tanto che nel 2015 il bilancio tornerà a far segnare, secondo le previsioni, un (piccolo utile) pari a 87 mila euro. Nel 2013 il rosso dovrebbe ammontare a 1,2 milioni e nell’anno seguente il miglioramento porterà il segno meno a quota 644 mila euro. Un risultato che potrebbe essere raggiunto grazie «ad un’equa ripartizione dei sacrifici distribuiti sul personale, gli enti pubblici soci (quindi i cittadini dell’Umbria) e l’utenza». (4-fine)

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