
di Daniele Bovi
Garantire la continuità del servizio e gli stipendi. In attesa che a palazzo Donini arrivino le carte chieste dalla presidente Catiuscia Marini sulle garanzie fideiussorie rilasciate da Umbria Mobilità, o dalle sue partecipate, e sul reale ammontare dei crediti da incassare, le priorità sono queste. Priorità comunicate giovedì pomeriggio nel corso dell’incontro che si è tenuto a palazzo Spada, a Terni, tra la Marini, l’assessore ai Trasporti Silvano Rometti, il sindaco Leopoldo Di Girolamo e i sindacati. Assente, invece, il cda di Umbria Mobilità mentre nel corso del summit sono intervenuti anche i lavoratori ternani dell’azienda che si erano ritrovati sotto la sede del Comune. Nessuna tensione e qualche scambio di battuta con i presenti, mentre la presidente Marini che all’uscita parla di una «situazione finanziaria dell’azienda che ci preoccupa. Ora dobbiamo approfondire le ragioni di questa crisi strutturale e al contempo garantire il funzionamento del trasporto e gli stipendi dei lavoratori. Dopo le verifiche, assumeremo anche decisioni straordinarie».
Salvaguardare l’azienda Decisioni, da un possibile cambio dei vertici allo scorporo dalle realtà romane come Roma Tpl Scarl, che dovranno per forza di cose mirare alla salvaguardia di Umbria Mobilità e del suo patrimonio. La verifica delle carte prenderà ovviamente del tempo: «Ci vorranno alcuni giorni – ha detto la presidente – affinché ci vengano fornite tutte le informazioni necessarie sulla base delle quali, come soci pubblici, decideremo le iniziative utili a salvaguardare i diritti dei lavoratori così come la garanzia per i cittadini di poter usufruire del trasporto pubblico».
AUDIO – MARINI: SITUAZIONE PREOCCUPANTE
Caccia ai soldi Per garantire continuità del servizio e stipendi ci vogliono ora soldi che nelle casse dell’azienda unica regionale dei trasporti non ci sono ma che devono essere trovati. Mentre la Regione, per bocca della presidente, torna a ribadire di essere perfettamente in linea coi pagamenti e quindi di non dover versare nulla a Umbria Mobilità, una prima tranche da 6-7 milioni potrebbe arrivare dagli arretrati (si parla di qualche mese, non di più) che alcuni comuni umbri come Spoleto devono ancora versare. E proprio Spoleto (una delle amministrazioni che doveva versare una delle quote più consistenti di arretrati) nel corso dell’incontro ha portato la documentazione con cui ha dimostrato di essersi messa in regola. Anche tutti gli altri enti soci si stanno allineando, mentre una boccata di ossigeno da 3,5 milioni potrebbe arrivare dal tentativo, da parte della Regione, di dissequestro dei soldi legati al caso Cogemar. C’è poi la via, difficile, che porta alle porte delle banche, magari con una certificazione dei crediti (almeno 49 milioni) dovuti da Comune di Roma e Regione Lazio così da ottenere liquidità. Un capitolo, questo, che verrà valutato dopo che palazzo Donini avrà ricevuto e studiato conti e documenti.
AUDIO – BRAVI: SCELTE SBAGLIATE DELLA DIRIGENZA
Bravi: scelte sbagliate della dirigenza Dal fronte sindacale il segretario regionale della Cgil Mario Bravi, all’uscita da palazzo Spada spiega che «si è avviato un percorso per mettere in sicurezza Umbria Mobilità». Poi posegue il bombardamento sulla dirigenza dell’azienda: «La scelta – attacca Bravi – di acquisire questi lavori su Roma senza avere sicurezze e contropartite è stata sbagliata. Ora occorre salvaguardare l’esperienza positiva di Umbria Mobilità». Le scelte «romane» della società vengono invece difese da Rifondazione comunista che, in una nota del suo segretario provinciale di Perugia, Enrico Flamini, sostiene che «contrariamente ad una certa attuale vulgata riteniamo ancora giusta e valida la scelta di avere un’azienda pubblica in grado di andare oltre i confini regionali». «Per il momento – prosegue Flamini – pensiamo che non servano a nulla tagli di teste». I consiglieri regionali del Pdl Massimo Monni e Andrea Lignani Marchesani invece chiedono le dimissioni di presidente e consiglio di amministrazione. Secondo Monni e Lignani «l’era di manager pensionati, cui si concedono contratti per diverse centinaia di migliaia di euro, deve terminare, soprattutto alla luce dei risultati fallimentari emersi».
Brutti: mutismo omertoso Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario regionale dell’Idv Paolo Brutti: «Ci sono solo due possibilità per questo mutismo omertoso. Umbria Mobilità – scrive – non vuole o non può fare uno sgarbo ai potenti soci romani che tengono gli amministratori umbri in ostaggio per patti occulti, non autorizzati. Oppure Umbria Mobilità ha coperto gli investimenti in materiale rotabile della società romana con fideiussioni a valere sul suo patrimonio diretto e non può permettere che vengano escusse dalle banche, pena il suo disastro economico. In questo caso i suoi amministratori avrebbero messo a rischio il patrimonio della società all’insaputa dei soci. Entrambe queste possibilità hanno una sola conclusione: il commissariamento immediato di Umbria Tpl Mobilità Spa. Se invece esiste un’altra risposta – conclude il segretario dell’Italia dei Valori – che venga data subito. Il gioco delle tre scimmiette è durato anche troppo».

E’ ora di chiudere tutti i baracconi statali. Il servizio autobus lo possono fare anche i privati come avviene nella maggior parte dei paesi sviluppati. Il pubblico monopolista e fallimentarista non c’è più nemmeno in Cina. Con il privato non si sale senza biglietto. Nel resto d’Europa e del mondo non esistono tredicesime nè tantomeno quattordicesime. C’è una retribuzione annuale che puoi pagare come vuoi. Nel Regno Unito, per la cronaca, gli stipendi sono settimanali al Venerdì. E tutti i trasporti sono privati compresi i treni. Aggiornatevi signori.
Da sostenitore e votante di Rifondazione Comunista sono sconcertato dalle parole di Flamini…ma non ti vergogni a difendere dei farabutti con pensioni d’oro strapagati dal popolo che sono riusciti a portare nel baratro un azienda pubblica del genere….ma non ti vergogni? Non si vergognano i tuoi e nostri assesori nell’aver approvato un bilancio che già l’anno scorso parlava di milioni di euro di buchi…ma non ti vergogni! Mandiamo a casa questo scandaloso CDA di umbria mobilità,e per quanto riguarda rifondazione con questi improponibili portavoce,ritorni al fianco dei lavoratori e fate la finita di difendere questi burocrati maledetti!!! Tanti compagni si impegnano dalla mattina alla sera e poi questi fenomeni come al solito distruggono tutto..un giochino caro Flamini e company che non funziona più!!