(foto Fabrizi)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Far viaggiare un autobus per più di due mesi sapendo che carburante nel serbatoio al momento non ce n’è e che serve trovarlo al più presto. Volendo potrebbe essere questa la metafora che riassume la situazione di questi giorni all’interno di Umbria mobilità. Dopo la comunicazione con cui martedì il direttore amministrativo Proietti ha spiegato ai 1.300 dipendenti che giovedì non saranno pagati né gli stipendi né la prevista rata della 14esima, mercoledì i vertici della società di trasporti si sono incontrati con il socio di maggioranza (la Provincia di Perugia) per fare il punto della situazione e cercare qualche possibile soluzione. Quelle messe sul tavolo sono sostanzialmente due, entrambe già tentate con risultati non propriamente entusiasmanti nei travagliati mesi scorsi: una ricapitalizzazione da parte dei soci o una nuova richiesta di prestito alle banche.

GIOVEDÌ NIENTE STIPENDI NÉ 14ESIMA

Le ipotesi Per quanto riguarda la prima ipotesi, a parte la Regione e il prestito della Provincia, dagli altri soci non è mai realmente arrivata la disponibilità a ricapitalizzare; quanto alla seconda, gli istituti di credito hanno ritenuto non sufficienti le garanzie messe a disposizione  (vedi le deboli lettere di patronage vergate dai soci). La situazione però è difficile e lo scopo dichiarato di queste due mosse è quello di arrivare vivi a dicembre, quando il percorso di cessione del 70% di UM Esercizio a Busitalia o Ratp Group dovrebbe essere concluso (entro il 25 ottobre sono attese le buste a Pian di Massiano). A determinare principalmente la scarsità di risorse sono due questioni: quella romana e una tutta umbra. Quanto alla prima, secondo quanto emerge dall’azienda da luglio non arrivano più i soldi relativi ai crediti vantati da UM che, stando all’accordo siglato, Roma si impegna a pagare a tranche.

LE ANTICIPAZIONI SUL NUOVO PIANO DEI TRASPORTI

Otto milioni La società poi dovrebbe ancora incassare circa otto milioni di euro dagli enti locali umbri relativi ai servizi svolti. In primis il Comune e la Provincia di Terni, poi quello di Spoleto che si dibatte nelle ormai ben note difficoltà, poi altri più piccoli. Fatto sta che i pagamenti sono indietro e soldi in cassa non ce ne sono. Ogni mese servono all’incirca 2,5 milioni per gli stipendi più un altro per contributi e F24. Da qui quello che suona come un appello da parte dell’assessore provinciale ai Trasporti Luciano Della Vecchia: «Tutti – dice a Umbria24 – devono pagare e fare uno sforzo aiutando la Regione e la Provincia. E il Patto di stabilità non può essere usato come scusa». E in questo quadro le Rsu dell’azienda non stanno a guardare: con una nota inviata ai giornali nel tardo pomeriggio di mercoledì infatti viene comunicata la convocazione dei lavoratori per un’assemblea che si terrà alle 22 di domenica. L’appuntamento è nei depositi di Perugia, Terni e Spoleto. All’ordine del giorno due punti: «Mancato pagamento dello stipendio» e «forme di lotta da intraprendere».

Monni: Regione si costituisca parte civile Sugli stipendi in ritardo interviene il consigliere regionale di Forza Italia Massimo Monni chiedendosi se «dirigenti e direttore generale dell’azienda percepiranno puntualmente i loro faraonici stipendi non avendo cura di quello che accade ai propri lavoratori». A proposito del ritardo Monni parla di «folle decisione dovuta al grave dissesto finanziario che è frutto di decisioni politiche sbagliate, imputabili all’imperizia dirigenziale e alla responsabilità di scelte scellerate di un management tutt’altro che impeccabile». «Ribadisco con forza – conclude – la necessità impellente della Regione Umbra di costituirsi parte civile contro il vecchio consiglio di amministrazione e il vecchio direttore generale». «Profondamente preoccupata» anche un altro consigliere di Fi come Maria Rosi, che punta poi il dito su coloro i quali «hanno finora governato la Regione Umbria e gli enti locali maggiori e che portano su di sé la responsabilità della situazione attuale di crisi dell’azienda di trasporto pubblico. Essi – scrive – hanno fatto scelte di politica del trasporto pubblico locale e aziendali che alla luce dei fatti risultano profondamente sbagliate e tali da far rischiare il collasso ad un servizio strategico per la società regionale».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.