di Daniele Bovi
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Nella cassetta della posta di Umbria mobilità ci sono due buste, ognuna contenente una manifestazione d’interesse per Umbria mobilità Esercizio, la srl frutto dello scorporo che si occuperà della gestione del trasporto nella regione. Lunedì infatti sono scaduti i termini della prima parte della vendita della società. A questa preselezione, come raccontavano le indiscrezioni dei giorni scorsi, hanno partecipato in due: Busitalia del gruppo Ferrovie dello Stato e il colosso francese Ratp Group. Martedì verranno ufficialmente aperte le buste che contengono l’interessamento delle due società. Con la seconda fase verrà spedito l’invito a presentare l’offerta, poi ci sarà la presentazione vincolante e, infine, la valutazione e l’aggiudicazione. Valutazione che verrà effettuata in base all’offerta economicamente più vantaggiosa. Sui 100 punti totali che verranno assegnati infatti, come si spiega nel bando 80 attengono all’offerta economica e 20 a quella tecnica.
Ratp Group Di Busitalia si è parlato fin dal primo momento. La società delle Fs che si occupa del trasporto su gomma è stata quella alla quale subito gli addetti ai lavori hanno guardato come a una delle possibili interessate. Ancora più grande e strutturata è Ratp Group, (Régie Autonome des Transports Parisiens). Un gigante a capitale pubblico da 56 mila dipendenti, oltre 330 milioni di utili netti e che si occupa di trasportare un enorme numero di passeggeri su bus, treni e metropolitane a Parigi e nella regione dell’Ile de France ma non solo. Nel corso degli anni infatti (la società è stata fondata nel 1948) gli affari della società, che ha una partecipazione in Transdev, si sono notevolmente espansi arrivando a toccare, oltre l’Europa, l’Asia, l’Africa e le Americhe. Affari che sono stati fatti anche in Italia: a Genova (Azienda mobilità e trasporti), Firenze (Autolinee toscane), Belluno (Dolomiti Bus) e attraverso Ferroviaria italiana in alcune zone della Toscana. Una lista alla quale potrebbe aggiungersi anche l’Umbria.
Stipendi e bilancio Secondo quanto filtra dall’azienda inoltre con questi plichi in mano il management nei prossimi giorni dovrebbe tornare a bussare alle porte delle banche. Lo scopo è quello di ottenere liquidità perché la situazione rimane sempre assai difficile. Il 10 agosto occorre pagare le mensilità di luglio e, stipendi a parte, nei prossimi mesi (al massimo entro la fine dell’anno) l’azienda dovrà restituire alla Regione i molti milioni arrivati da palazzo Donini come anticipazione di cassa. Venerdì pomeriggio poi i soci dovranno dare il via libera al bilancio 2012 della società. Numeri ufficiali al momento non ne sono stati divulgati ma quel che pare certo è che, nonostante le opere di tagli e risparmi, occorrerà ragionare di un passivo.
