di Daniele Bovi
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Buone notizie per i lavoratori di Umbria mobilità. Sindacati e azienda infatti nel corso di un incontro che si è tenuto lunedì hanno raggiunto l’accordo sulla cosiddetta «omogeneizzazione», ovvero sull’eguale trattamento, in primis economico, tra tutti i dipendenti di Um che, come noto, arrivano dalle diverse società di trasporto locali poi confluite in quella unica regionale. Un sì che fa tornare nel cassetto l’ipotesi dello sciopero circolata negli ultimi giorni. Qualche decina di euro in più al mese, variabili a seconda dell’anzianità di servizio e della società di provenienza, che arriveranno nelle tasche dei lavoratori a partire da giugno mentre, secondo l’accordo, gli arretrati (l’omogeneizzazione sarebbe dovuta scattare da tempo) saranno pagati con tutta probabilità sotto forma di una tantum e a partire da gennaio 2014.
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L’accordo In cambio nel giro di qualche settimana andranno calendarizzati una serie di incontri tra le due parti con al centro il tema del recupero di redditività chiesto dall’azienda. Tradotto, c’è l’impegno a mettersi intorno a un tavolo per capire come recuperare l’evasione tariffaria (tra gli obiettivi che il nuovo management si è posto), magari attraverso controlli anti-portoghesi più serrati proprio da parte dei lavoratori. A palazzo Cesaroni invece martedì si è chiuso il ciclo di audizioni sulla situazione di Um organizzato dal Comitato per il monitoraggio e vigilanza sull’amministrazione regionale.
L’audizione In mattinata di fronte ai consiglieri si è seduto l’assessore regionale ai Trasporti Silvano Rometti che ha ribadito come «quella di Umbria mobilità rimane una situazione delicata, ma le azioni portate avanti dalla Regione in queste settimane hanno fortemente contribuito a mettere in sicurezza un’azienda che dovrà rappresentare anche in futuro il soggetto di riferimento per la gestione del trasporto pubblico regionale». Rometti ha riferito poi che entro giugno verrà presentato il nuovo Piano regionale dei trasporti e che, «a breve», verrà convocata l’assemblea straordinaria dei soci «dove verranno definiti i criteri, le modalità, i requisiti per l’individuazione del nuovo soggetto industriale chiamato ad irrobustire la società rendendola più competitiva». In conclusione, la presidente del Comitato Maria Rosi (Pdl) ha annunciato che si predisporrà un documento di sintesi sulle audizioni effettuate da illustrare al consiglio regionale.
