di Daniele Bovi

«Un protocollo molto semplice quanto necessario». Con queste parole la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha definito l’accordo siglato venerdì a Palazzo dei Priori tra Comune e Fondazione Umbria Jazz. Un’intesa, emersa già durante l’edizione estiva, che punta a rafforzare il brand del festival nel mondo e ad aumentare la ricerca di sponsor e risorse economiche per garantirne lo sviluppo.

Valore insostituibile Alla base c’è la convinzione che Umbria Jazz rappresenti «un valore insostituibile per Perugia e l’Umbria», per le sue ricadute economiche, turistiche e culturali. Il documento, approvato dalla giunta comunale a luglio e ora formalizzato, avrà durata triennale e definisce con chiarezza i rispettivi impegni. La Fondazione si assumerà il compito di intensificare la ricerca di sponsor e di garantire autonomia e trasparenza nelle decisioni. Il Comune, socio fondatore del festival, sosterrà l’organizzazione mettendo a disposizione i propri canali istituzionali e la rete territoriale, promuovendo la manifestazione nei rapporti con il mondo economico e imprenditoriale e agevolando così il reperimento di nuove risorse.

Pierini L’intesa, composta da cinque articoli, è stata definita dal vicesindaco Marco Pierini «la pietra miliare su cui costruire una rete di stakeholder a sostegno del festival e nuove collaborazioni con altri partner culturali». L’obiettivo è duplice: mantenere alta la qualità artistica della programmazione e rendere Umbria Jazz sempre più competitivo sul piano culturale ed economico.

Mazzoni Il presidente della Fondazione, Stefano Mazzoni, ha sottolineato come la sostenibilità economica sia oggi una priorità: «I costi artistici e di produzione sono sempre più alti, è quindi inevitabile avere come obiettivo la riduzione delle spese, attraverso la realizzazione di un programma sempre più attrattivo e il progressivo aumento di risorse private». A questo si aggiunge l’impegno a rafforzare l’utilizzo dell’Art Bonus, come ricordato da Donatella Miliani, per incrementare il numero di mecenati.

I numeri Il protocollo si inserisce in un contesto in cui il bilancio del festival, pur con numeri importanti, mostra la necessità di consolidare le entrate. Nel previsionale 2025 il valore della produzione è stimato in quasi 6,5 milioni di euro: 2,1 milioni da biglietti e 3,1 milioni da contributi pubblici e privati. Tra questi, 1,3 milioni arrivano dal ministero della Cultura, 720mila dalla Regione, 320mila dal Comune di Perugia e circa 88mila da quello di Orvieto per l’edizione invernale. A questi si aggiungono i contributi di altri enti locali e fondazioni, oltre a 817mila euro di sponsorizzazioni e 446mila da merchandising, food & beverage e altre voci.

I costi Sul fronte dei costi, la voce più pesante resta quella dei cachet artistici, pari a oltre 1,8 milioni, seguita dalle spese per ospitalità, viaggi e trasporti (815mila euro), produzione (583mila), comunicazione e promozione (circa 270mila) e oltre 1 milione per strutture e allestimenti.

Sostegno In questo quadro, l’accordo con il Comune punta a rafforzare la rete di sostegno economico e istituzionale, condizione indispensabile per mantenere alto il livello del festival e permetterne la crescita. Ferdinandi lo ha definito «un passaggio importante per Umbria Jazz e per la nostra città», ribadendo che Perugia è «fiera di essere socio fondatore e partner di una manifestazione che, da cinquant’anni, costituisce una delle eccellenze culturali più prestigiose a livello internazionale». Secondo la sindaca, Umbria Jazz è «una vetrina mondiale che porta Perugia e l’Umbria al centro della scena culturale» e il Comune continuerà a sostenerlo «convinto che investire in cultura significhi investire nel futuro della città e della comunità».

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