Una facciata di Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, nel centro di Perugia
Palazzo Donini

Chi tra quanti hanno deciso di andare via dall’Italia, vorrebbe tornare e magari avviare un’attività in proprio? In Umbria, adesso, qualcuno potrà farlo davvero, aiutato anche dai contributi della Regione.  L’avviso pubblico, inserito nel Bollettino della Regione Umbria, è  rivolto agli emigrati di origine umbra per nascita, per discendenza o per residenza che abbiano maturato un periodo all’estero per motivi di studio  o  di lavoro non inferiore a 24 mesi e che intendano avviare, entro tre mesi dalla data di assegnazione del contributo, un’attività d’impresa o di lavoro autonomo con sede legale ed operativa in Umbria.

Contributi  Sono previsti contributi nella misura massima di 20 mila euro, comunque non superiori all’80% del costo del progetto. Sono ammissibili a finanziamento le spese di costituzione, di inizio attività, per la fidejussione bancaria/assicurativa, le consulenze e investimenti in beni materiali e immateriali, come software di natura specialistica, licenze, marchi, diritto di brevetto ed altri diritti di proprietà industriale, costi di ricerca e di pubblicità, portale WEB e attività connesse.  I progetti potranno essere presentati all’AUR fino al 30 maggio 2013. Il progetto “Brain Back’ è promosso dall’Agenzia Umbria Ricerche, e ha l’obiettivo di  contrastare la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’ grazie alla creazione di condizioni favorevoli al rientro nel territorio umbro di ricercatori e lavoratori emigrati.

Progetto innovativo  «Si tratta di un progetto innovativo e sperimentale – ha spiegato il direttore di AUR, Anna Ascani – che si pone tre obiettivi principali: studiare il fenomeno emigratorio, favorire il rientro in Umbria di ricercatori e lavoratori emigrati, supportare la creazione di nuove imprese nel territorio regionale da parte degli emigrati, attraverso percorsi di consulenza specialistica e l’erogazione di incentivi. Successivamente alla raccolta dei dati degli Uffici AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) dei 92 comuni umbri, si è passati all’analisi del fenomeno attraverso il questionario Keep in Touch».

Voglia di tornare  I primi risultati, secondo quanto riferito, confermano la volontà da parte della metà degli emigrati umbri intervistati di tornare nella terra di origine e ben il 62% vorrebbe farlo entro due anni. Il 54% afferma anche che tornerebbe in Umbria per aprire un’impresa, legata soprattutto alle attività professionali, scientifiche e tecniche. Inoltre, gran parte degli intervistati dichiara di avere già attivato rapporti con imprese ed istituzioni umbre e ciò si riflette sull’obiettivo principale del Progetto e cioè sulla possibilità di costruire e supportare reti permanenti tra emigrati umbri e mondo produttivo, culturale ed istituzionale regionale.

Area per le imprese  «Il progetto – ha aggiunto Ascani – avrà un ulteriore sviluppo con la pubblicazione sul sito www.brainbackumbria.eu di un’area riservata dedicata alle imprese, all’interno della quale le imprese potranno entrare in contatto con i giovani umbri che hanno risposto ad un apposto questionario e hanno inviato il proprio curriculum. Ciò – ha concluso il direttore AUR – per favorire lo scambio di esperienze e promuovere collaborazioni tra imprese umbre e giovani che dalla nostra regione sono emigrati».