di Ivano Porfiri
Aumentano di 276 (242 consiglieri e 34 assessori) le poltrone nei piccoli comuni umbri. E’ uno degli effetti del ddl Delrio, approvato in via definitiva giovedì dalla Camera. Oltre alla riorganizzazione delle Province e delle città metropolitane, infatti, sono state modificate le regole per i centri fino a 10 mila abitanti, accogliendo le richieste avanzate dall’Anci dopo la stretta del 2011. In molti casi, l’aumento di consiglieri e assessori scatterà fin dalle prossime elezioni del 25 maggio. In totale, in Umbria, vengono toccati dalle modifiche 73 comuni su 92.
Il ddl Delrio: aumento a costo zero L’articolo 135 cambia le regole per i piccoli comuni, andando a modificare l’articolo 16, comma 17, del dl 138/2011 poi convertito con la legge 148/2011. In particolare, viene stabilito che: per i comuni fin o a 3.000 abitanti il consiglio comunale è composto dal sindaco, dieci consiglieri e il numero massimo di assessori è stabilito in due; per i comuni da 3.000 a 10.000, il consiglio è invece composto da sindaco e da 12 consiglieri e gli assessori possono essere al massimo 4. L’articolo 136 stabilisce, però, che i comuni, prima di ampliare il numero di consiglieri, devono rideterminare gli oneri al fine di «assicurare l’invarianza della relativa spesa in rapporto alla legislazione vigente». L’articolo 137 stabilisce poi che per i comuni fino a 3.000 abitanti nessuno dei due sessi possa essere rappresentato con meno del 40% dei membri. Infine, l’articolo 138 estende a tre il numero dei mandati per i sindaci di comuni fino a 3.000 abitanti.
Cosa cambia? Che per i comuni fino a 3.000 abitanti il numero dei consiglieri aumenta da sei a dieci. Per i comuni fino a 5.000 abitanti da sette a dieci (e quello degli assessori da 3 a 4). Per i comuni da 5 a 10.000 abitanti il numero dei consiglieri aumenta da 10 a 12. Inoltre i comuni fino a mille abitanti potranno avere due assessori.
Fino a 3 mila: + 200 Scendendo nel pratico, in Umbria, stando agli ultimi dati demografici, sono 45 su 92 i comuni con meno di 3.000 abitanti (dal minuscolo Poggiodomo a Fabro che sfiora la soglia, ci sono Polino, Vallo di Nera, Scheggino, Sant’Anatolia di Narco, Parrano, Lisciano Niccone, Monteleone di Spoleto, Preci, Paciano, Penna in Teverina, Cerreto di Spoleto, Sellano, Monte S.Maria Tiberina, Montegabbione, Costacciaro, Montefranco, Valtopina, Scheggia e Pascelupo, Alviano, Lugnano in Teverina, Monteleone d’Orvieto, Monte Castello di Vibio, Montone, Ficulle, Montecchio, Guardea, Allerona, Fratta Todina, Giove, Calvi dell’Umbria, Attigliano, Porano, Ferentillo, Otricoli, Castel Giorgio, Pietralunga, San Venanzo, Sigillo, Campello sul Clitunno, Avigliano Umbro, Baschi, Fossato di Vico e Arrone). Per questi i congilieri aumenteranno dagli attuali 270 a 450. Per questi comuni viene, inoltre esteso a tre il numero massimo di mandati dei sindaci. I 10 comuni fino a mille abitanti (da Poggiodomo a Paciano) potranno avere, in totale, fino a 20 assessori.
Da 3 a 5 mila: +42 Per i 14 comuni da 3.000 fino a 5.000 (Castel Viscardo, Cascia, Castel Ritaldi, Citerna, Valfabbrica, Collazzone, Giano dell’Umbria, Piegaro, Tuoro, Massa Martana, Cannara, Bettona, San Gemini, Norcia) si passerà da 98 a 140 consiglieri. Invariato il numero di assessori.
Da 5 a 10 mila: +20 Per i 14 comuni da 5.000 a 10.000 abitanti (Stroncone, Bevagna, Acquasparta, Montecastrilli, Passignano, Montefalco, Panicale, Nocera Umbra, Gualdo Cattaneo, Torgiano, Città della Pieve, Trevi, Spello, Deruta) si passerà dagli attuali 140 a 160 consiglieri. Gli assessori aumentano da 42 a 56.
Al voto il 25 maggio Per 52 di questi comuni, il cambiamento influirà fin da subito, in quanto andranno a rinnovare le proprie amministrazione il 25 maggio prossimi e si tradurrà in un aumento di 180 consiglieri e 20 assessori: Fabro, Arrone, Fossato di Vico, Baschi, Campello sul Clitunno, Sigillo, San Venanzo, Pietralunga, Porano, Ferentillo, Otricoli, Guardea, Allerona, Fratta Todina, Montecchio, Ficulle, Montone, Monte Castello di Vibio, Monteleone d’Orvieto, Lugnano in Teverina, Alviano, Scheggia e Pascelupo, Montefranco, Costacciaro, Montegabbione, Sellano, Cerreto di Spoleto, Penna in Teverina, Paciano, Preci, Lisciano Niccone, Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera fino a 3.000 abitanti; Norcia, Cannara, Tuoro, Giano dell’Umbria, Massa Martana, Piegaro, Collazzone, Citerna, Castel Ritaldi, Castel Viscardo fino a 5.000 abitanti; Spello, Città della Pieve, Torgiano, Gualdo Cattaneo, Panicale, Montefalco, Stroncone, San Gemini e Acquasparta fino a 10.000 abitanti). Quindi, si stanno già predisponendo liste per allargare il numero di candidati. E per una riforma costo zero già questo, in parte, aumenta le spese elettorali.
