Sono 2.300 le scosse registrate in Umbria da gennaio a marzo 2014. Una regione, la nostra, dove la parola terremoto fa paura ma che ha saputo anche sviluppare una rete di monitoraggio all’avanguardia per potersi in qualche modo difendere. L’ultima stazione di monitoraggio dell’attività sismica, la 17esima, sarà installata nella zona del Trasimeno, chiudendo la rete regionale di prevenzione. Entro il prossimo 2015 inoltre tutti i centri storici dell’Umbria saranno dotati della propria micronazione sismica. Lo hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore alla mitigazione del rischio sismico Stefano Vinti e il direttore dell’Osservatorio sismico Andrea Bina, padre Martino Siciliani, presentando la nuova convenzione che sarà valida per tutto il 2014, approvata dalla Giunta regionale.
La convenzione «Abbiamo deciso di proseguire anche nel 2014 il proficuo lavoro con l’Osservatorio – ha affermato Vinti – rinnovando e rafforzando l’impegno portato avanti con continuità dal 1995, anno in cui è stata approvata la Legge Regionale n. 8 che prevede la realizzazione di strumenti per la prevenzione del rischio sismico in Umbria. L’attività dell’osservatorio permetterà di definire con maggior dettaglio alcuni aspetti della pericolosità sismica in ambito regionale mediante diverse azioni di sismica attiva e ricerche specifiche. Sono infatti programmate, tra l’altro, ricerche per la caratterizzazione di zone sismogenetiche, mediante l’elaborazione dei dati della rete sismica locale regionale, e per l’individuazione della risposta sismica locale di dettaglio attraverso la parametrizzazione sperimentale delle caratteristiche geofisiche del sottosuolo. Sono previste anche attività di collaborazione tecnica e scientifica con le amministrazioni comunali nel caso di eventi sismici percepiti dalla popolazione e l’esecuzione di tirocini formativi di studenti universitari o neolaureati nel campo della sismologia applicata».
2.300 scosse Le principali attività eseguite nel 2013 dall’Osservatorio “Andrea Bina“, in collaborazione con il Servizio Geologico e sismico della Regione Umbria, riguardano la precisa definizione di eventi sismici oltre a indagini sismiche dirette. Nel 2013 con la rete sismica regionale (ReSiR) sono stati registrati 942 eventi sismici superiori a magnitudo 1.0, mentre, nei primi 3 mesi del 2014, sono stati registrati circa 2.300 eventi sismici superiori a magnitudo 1.0. L’aumento degli eventi sismici registrati nei primi 3 mesi del 2014 è dovuto essenzialmente all’aumento del numero delle stazioni sismiche operative grazie alle risorse che la Regione Umbria ha reso disponibili e all’impegno del Servizio Geologico e Sismico. L’aumento della densità delle stazioni sismiche di monitoraggio permette di poter registrare un maggior numero di eventi in maniera sempre più precisa.
Microzonazione Tra le altre attività, di recente è giunta a conclusione la microzonazione sismica di Umbertide a cui ha partecipato anche il personale dell’osservatorio Bina. Nel corso di tale studio si sono eseguite molteplici indagini: decine di sondaggi esplorativi, prove di laboratorio e prove geofisiche, centinaia di misure sismiche dirette ed indirette, ricostruzioni quantitative dei possibili effetti di amplificazione del moto sismico dovuti alle diverse tipologie di eventi sismici caratteristici dell’area. I numerosi dati acquisiti verranno utilizzati per l’individuazione di aree che hanno diverso comportamento nel caso di terremoti e quindi per avere specifiche indicazioni da utilizzare per la riduzione della vulnerabilità degli edifici esistenti o di nuova costruzione. «La Regione dell’Umbria – ha concluso Vinti – per il periodo 2012-2016, ha impegnato oltre 30 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati che movimentano risorse complessive per oltre 65 milioni di euro. E’ chiaro quindi che tutte queste azioni, oltre a mettere doverosamente in sicurezza edifici importanti, sono anche un aiuto concreto all’economia ed alle imprese umbre».
