di B.M.
Rimane caldo il clima attorno alla costruzione del nuovo centro islamico di Umbertide. Dopo l’episodio di lunedì, in cui qualcuno ha tentato di incendiare il cartellone che, per legge, pubblicizza i lavori del cantiere, l’amministrazione comunale e le opposizioni condannano fermamente il brutto gesto. Proseguono intanto le indagini dei carabinieri della locale stazione per individuare il responsabile dell’episodio.
No alla violenza A poca distanza dal cantiere dove sorgerà il nuovo centro islamico, appiccicato a un palo della luce, è stato trovato il simbolo della Lega Nord, con su scritto ‘Stop all’invasione’. All’episodio gli inquirenti però non attribuiscono alcun valore politico reale o un legame con l’atto di vandalismo, visto che l’adesivo potrebbe essere stato apposto nei giorni precedenti, stanti le polemiche che ormai da tempo caratterizzano la costruzione del centro islamico. La Lega Nord in una nota si dichiara estranea agli episodi avvenuti domenica notte e ribadisce la condanna a simili gesti: «Prendiamo in maniera netta e chiara le distanze da un simile gesto che non può in alcun modo essere giustificato. Da sempre la Lega è dalla parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine che siamo certi sapranno fare chiarezza al più presto. E’ singolare che, proprio all’indomani della nostra proposta di indire un referendum che permetta all’intera cittadinanza di esprimersi in merito, si cerchi strumentalmente di accostare il nostro movimento a simili gesti».
Proposta referendum «La posizione della Lega in merito alla moschea – continua la nota – è nota da tempo: abbiamo organizzato decine di iniziative, volantinaggi, dimostrazioni e raccolte firme per sottolineare come la costruzione della moschea (che per dimensione sarebbe tra le più grandi d’Italia) appare ingiustificata e fuori luogo. Nessuno si sogna di negare a chiunque il diritto di professare la propria religione, diritto che in Italia è sancito dalla Costituzione (a differenza di quanto avviene in numerosi paesi islamici), ma come dimostrano i numerosi arresti degli ultimi mesi, è innegabile che dietro ai ‘luoghi di culto’ si nascondano in molti casi veri e propri centri di promozione e reclutamento di potenziali terroristi». La Lega Nord Umbria conclude sollecitando il sindaco di Umbertide ad «assicurare a ciascun cittadino la possibilità di confrontarsi ed esprimersi, civilmente, attraverso uno strumento fondamentale di partecipazione come il referendum».
Clima teso Ferma condanna dell’episodio è arrivata da parte anche del sindaco di Umbertide Marco Locchi e di tutta l’amministrazione comunale. Anche le opposizioni si sono dette amareggiate e contrarie a simili episodi. «Il partito della Lega Nord ed i suoi esponenti regionali non sono certo responsabili dell’attentato incendiario al cantiere della mosche di Umbertide, che invece è figlio di un clima che alcuni partiti hanno contribuito a determinare – spiega in una nota il coordinatore regionale del centro democratico, Maurizio Ronconi –. L’irresponsabilità di atteggiamenti e di alcune dichiarazioni, ha determinato atti gravi di vero e proprio terrorismo, contribuendo a sfaldare ancora di più la coesione sociale dell’Umbria. Questi per la nostra regione sono fatti inediti, conseguenti anche alla importazione di ideologie e politiche che non sono mai state dell’Umbria».
Libertà di religione Anche Rifondazione comunista ha condannato fermamente il vile atto intimidatorio avvenuto lunedì ad Umbertide: «Un gesto che denota vigliaccheria e intolleranza e che mostra la totale estraneità rispetto allo spirito di integrazione e dialogo di una città che tra le prime in Umbria oltre venti anni fa ha accolto le prime comunità di immigrati – scrive in una nota Oscar Monaco – segretario provinciale Prc Perugia – Il tentativo di colpire la libertà di culto non è altro che l’equivalente del terrorismo di matrice fondamentalista, un modo per gettare benzina sul fuoco dell’intolleranza e dell’ignoranza e l’atmosfera di sospetto e diffidenza, alimentata a mezzo stampa di recente da più di una forza politica intorno alla realizzazione del centro, sicuramente non ha sfavorito un gesto talmente grave. Auspichiamo che le responsabilità vengano accertate quanto prima, un episodio talmente deplorevole non può e non deve influenzare la possibilità che ognuno nel nostro paese possa liberamente esercitare i propri diritti a partire da quello di esprimere la propria fede religiosa».

“da sempre la lega è dalla parte delle istituzioni” – uaahahhahhhahhahah!