di Barbara Maccari
E’stata un’assemblea infuocata quella che si è svolta ad Umbertide mercoledì sera, organizzata dalla lista civica Umbertide Cambia, dal titolo ‘Centro islamico, comunità locale, bene comune, per una cultura dell’incontro’. Sala del centro anziani gremita di gente e molte le forze politiche cha hanno partecipato all’incontro: dalla Lega Nord con Valerio Mancini, alla lista ‘Umbertide viva’ con Giovanna Monni, a chiudere gli interventi dell’onorevole Giampiero Giulietti e del sindaco Marco Locchi.
La storia La realizzazione del centro culturale islamico parte da molto lontano, precisamente nel 2011, come ha spiegato il consigliere di Umbertide Cambia Luigino Orazi, quando la precedente giunta comunale avviò un progetto finalizzato alla delocalizzazione della struttura denominata ‘Ex serra comunale’ in via Madonna del Moro, adiacente al mattatoio. Tale progetto prevedeva lo spostamento della struttura aggregativa su un’area maggiormente idonea e consona e contestualmente prevedeva la variante urbanistica dei terreni circostanti. La variante approvata, consentì poi la trasformazione dell’area in questione da zona servizi a tessuto di completamento produttivo TCP (art. 33 NTA del PRG parte operativa), prevedendo una zona destinata a spazi ludico/ricreativi/culturali. Successivamente l’area fu divisa in lotti, messi in vendita tramite un bando. L’Associazione culturale islamica di Umbertide, dopo l’asta pubblica per la vendita dei terreni edificabili, del luglio 2011, risultò assegnataria del lotto ‘L3’.
I numeri L’Associazione islamica Umbertide, trasformatasi poi in ‘Centro culturale islamico di Umbertide’, ottenne l’assegnazione di un’area di 1.849 mq in parte edificabile ed in parte destinata a parcheggio. Con atto segretario comunale Rep. 4568, del 17 dicembre 2013, il Comune di Umbertide perfezionò quindi la cessione del terreno a favore del Centro, per l’importo complessivo di 105.900 euro. In questo momento il Centro culturale islamico utilizza, per le proprie attività, alcuni locali posti all’interno dell’immobile ‘Ex manifattura tabacchi’ in via Battisti, spazio non idoneo e pericoloso per la salute dei fedeli.
Regolare bando Tutto bene fino a qualche mese fa, quando sono iniziati a circolare i rendering del progetto del centro culturale, che le opposizioni, Umbertide Cambia in testa, hanno reso noti agli umbertidesi, i quali hanno storto molto il naso ed hanno iniziato a protestare, ritenendo di non essere stati tempestivamente informati della questione, se non a cose fatte. Centro culturale la cui realizzazione non è in discussione, si farà certamente, non ci sono motivi per impedirlo: l’Associazione islamica ha infatti, regolarmente partecipato e vinto un bando di gara e nessuno può vietare la creazione di uno spazio culturale. Centro che, come ha spiegato Gianni Codovini presidente di Umbertide Cambia, mostrando la planimetria e i rendering, si ergerà su tre piani.
Definizione Centro culturale o moschea? Questa la domanda che si pongono in molti, in realtà come spiegato dal professor Cozzolino, nel nostro paese c’è un deficit normativo per cui una definizione giuridica di moschea non esiste. Secondo Codovini, planimetrie alla mano, si tratta di un luogo di culto mascherato sotto forma di centro culturale: «Questa impostazione non ci sta bene, siamo per le libertà costituzionali e religiose, ma fare passare una cosa per un’altra è inganno». Le proposte della lista civica sono tre: un comitato di garanzia e scientifico, terzo e neutro, che insieme agli organi del Centro islamico definiscano eventi e progetti, la riduzione del progetto visti i tempi lunghi per la realizzazione dell’edificio (tre anni) e la partecipazione dei cittadini umbertidesi al sermone del venerdì, per stabilire così un dialogo aperto.
Parla la popolazione Clima che si è fatto a tratti infuocato e teso, con accuse ben precise che sono arrivate dal pubblico in sala, tra cui Marco: «La domanda che tutti ci poniamo è perché di questo Centro ne parliamo solo oggi, marzo 2016, a cose fatte? Perché nessuno ci ha informato prima? Ci sentiamo presi in giro come cittadini, scavalcati dall’amministrazione comunale ed impotenti, non c’è stata trasparenza». L’altro problema riguarda la sicurezza, come sottolineato da Paola: «Il precedente centro islamico era destinato alla comunità umbertidese, questo, di dimensioni enormi, riguarderà l’intera Umbria, ci sarà un movimento di persone maggiore rispetto ad ora, c’è quindi un problema di sicurezza, noi non ci fidiamo. Vorremmo inoltre sapere come è stato finanziata questa struttura».
Disposti al dialogo La parola è passata poi all’Imam di Umbertide, Chafiq El Oquayly di origine marocchina:«Perché ad Umbertide? Perché qui c’è una comunità numerosa, più di 2000 persone, che sono già perfettamente integrate: qui lavorano, hanno una casa, mandano i propri figli a scuola. Il primo centro culturale islamico è stato aperto in questa città nel 1987, siamo qui da trent’anni, e l’edificio che ci ospita ora, una ‘baracca’, non è più idoneo e sicuro per noi, per questo ci dobbiamo spostare. Non c’è differenza tra moschea e centro culturale, sono entrambi luoghi dove si può pregare e fare attività, cambia la struttura ma continueremo a fare quello che abbiamo fatto in questi trent’anni. A chi chiede come sia stata finanziata la struttura rispondo dicendo che si tratta di auto finanziamento della nostra comunità. Siamo disposti al dialogo e a norme sulla sicurezza».
Tutti sapevano Dopo essere stati chiamati in causa per tutta la sera, hanno deciso di partecipare all’assemblea anche l’onorevole Giampiero Giulietti ed il sindaco Marco Locchi. «Il centro culturale islamico è qui da trent’anni – ha sottolineato Giulietti – cambierà solo l’edificio, inoltre quell’area andava ribonificata e riqualificata, in questa logica si è inserito questo progetto. Nell’ottobre 2010 il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il cambio di destinazione dell’area, tutti sapevano, è stato fatto un avviso pubblico con i manifesti. Forse si poteva fare prima un’assemblea per illustrare il progetto ai cittadini, questo si». «L’amministrazione comunale sta definendo con l’Associazione islamica nazionale una convenzione che definirà in maniera dettagliata l’utilizzo della struttura – ha sottolineato il sindaco Marco Locchi – che, ricordiamo, è innanzitutto un centro culturale, destinato pertanto all’organizzazione di eventi di carattere culturale. A tal proposito verrà istituito anche un comitato, di cui faranno parte insieme all’amministrazione comunale anche rappresentanti del consiglio di quartiere n. 3 e del centro culturale islamico di Umbertide. Di tutto ciò ne parleremo in una prossima assemblea organizzata dal Comune per informare la cittadinanza».
