di Daniele Bovi
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Un «piano industriale» da presentare entro la metà di maggio. E’ quanto sta preparando la Cgil dell’Umbria che martedì a Perugia ha fatto il punto della situazione su Umbria Mobilità. Il segretario regionale Mario Bravi nel corso di una conferenza stampa ha spiegato che non si tratterà «di un semplice convegno» ma di una vera e propria serie di azioni «per mettere in sicurezza l’azienda». Un’azienda che, secondo Cristiano Tardioli della Filt Cgil , deve rimanere «in un perimetro pubblico». Il sindacato ha infatti le sue «perplessità» sul percorso intrapreso dai soci e che porterà, indicativamente entro l’anno, all’arrivo di un nuovo socio che acquisterà dal 51% fino a un massimo del 66% delle azioni. Non è un no secco all’ipotesi ma la richiesta di una verifica fino in fondo di tutte le possibili strade alternative.
LA POLIZIA NELLE SEDI DELLA SOCIETA’
Le misure Secondo la Cgil è opportuno verificare l’effetto dello sblocco dei crediti romani (15-20 milioni rientreranno in base all’accordo stipulato recentemente tra UM e Roma Tpl), la revisione dei corrispettivi (costo al chilometro del servizio, oggi ritenuto troppo basso), la rimodulazione del sistema tariffario (puntando a un sistema unico regionale), la razionalizzazione dei servizi (eliminazione delle sovrapposizioni), il taglio degli sprechi, a partire dalle controllate non attinenti al core business (ma valorizzando quelle invece utili, come Umbria Coach), il taglio delle consulenze e delle collaborazioni esterne. Un pacchetto di misure che stando al sindacato potrebbe rimettere in piedi l’azienda.
I paletti Se proprio ciò non fosse possibile, la Cgil non chiude la porta all’ingresso di un partner privato o di uno a capitale pubblico (ad esempio Trenitalia attraverso la partecipata Busitalia, che rimane la principale indiziata) ma fissa paletti ben precisi: «Non diciamo sì – spiega Tardioli – ad una privatizzazione a qualsiasi costo, pretenderemo che in caso il nuovo partner sia a capitale pubblico». In caso la vendita sia «inevitabile» i cigiellini chiedono che non sia «in blocco come ha fatto Renzi con l’Ataf di Firenze», che siano garantiti i servizi ai cittadini e, per quanto riguarda i lavoratori, i livelli occupazionali e i redditi.
IL PIANO DEGLI ADVISOR DELLA SOCIETA’
L’omogeneizzazione Premettendo poi che ogni passaggio, come osserva Bravi, «dovrà essere discusso con sindacati e lavoratori oppure ci sarà la nostra opposizione frontale», riduzioni dell’attuale organico non sono neanche pensabili. «Un conto è il blocco del turn over – dice Tardioli – un altro è mettere in discussione i posti di lavoro attuali». Lunedì pomeriggio poi di fronte al prefetto i sindacati e l’azienda sono tornati a parlare della cosiddetta omogeneizzazione dei contratti, ovvero dell’allineamento contrattuale per tutti i lavoratori di UM che, come noto, arrivano da aziende diverse. In prefettura secondo Tardioli «è stato fatto un passettino in avanti: l’azienda – riferisce – ha detto che l’accordo, per noi fondamentale, è valido e a breve ci confronteremo ancora». L’altra buona notizia per i lavoratori sta nel fatto che mercoledì, come confermano da sindacato e azienda, verranno pagati gli stipendi. Cosa nient’affatto scontata nei mesi scorsi.
Le banche Un passaggio specifico della conferenza stampa è stato poi riservato dalla Cgil al ruolo svolto, «anzi non svolto», dal sistema creditizio. Del famoso prestito ponte infatti non se ne sa più nulla. Le lettere di patronage vergate da alcuni dei soci nelle delibere con cui si doveva dare il via libera all’aumento di capitale, non hanno convinto gli istituti di credito e così, dopo settimane di tira e molla per gli enti locali in cronica scarsità di risorse, è arrivata la Regione a coprire il piatto con un prestito di massimo venti milioni, deliberato con un emendamento al Bilancio. «Le banche, che attraverso l’Abi hanno sottoscritto un Patto regionale impegnandosi a sostenere il sistema produttivo umbro – hanno sottolineato i rappresentanti del sindacato – non possono voltare le spalle ad un’azienda pubblica di fondamentale importanza per il sistema Umbria quale è l’azienda regionale dei trasporti».
