Gli scontri degli ultrà. Foto archivio

di M.T.

La polizia è a lavoro per capire se i due gruppi di ultrà si sono dati appuntamento, come spesso accade tra tifoserie opposte.

La cronaca Intanto la cronaca racconta che intorno alle 19 di sabato, all’autogrill di Bevano, non due bus (come appreso in precedenza) ma un bus di perugini con una 50ina di tifosi e un mezzo più piccolo con i tifosi del Gubbio, si sono trovati nella stessa area di sosta e si è scatenato il parapiglia. Insulti e botte, attimi di violenza e un bilancio che vede tre tifosi finiti all’ospedale in prognosi riservata. Si apprende che c’è chi ha riportato un trauma cranico.

Lo scontro Le due tifoserie si trovavano lungo la direttrice per Cesena, entrambi di rientro da due partite. I tifosi del Gubbio avevano raggiunto gli ultrà di Forlì per una ragione di gemellaggio. I tifosi del Perugia erano invece di rientro da Ferrara per la partita contro la Spal.

Allarme Tempestivo è stato l’intervento sia della polizia Stradale che della Digos. Scattato l’allarme è intervenuta la polizia perugina che sta svolgendo le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto. L’episodio poteva trasformarsi in qualcosa di più grave, tenuto conto del numero di persone realmente coinvolte nella rissa e quelle che erano comunque presenti. Metti che tutto è accaduto nei pressi di una strada ad alta velocità, dove l’attenzione per la sicurezza è sicuramente più elevata, tenendo conto delle conseguenze che possono riguardare gli utenti, ed è chiaro come sia giustificato l’allarme delle forze dell’ordine.

Alcuni particolari I perugini in trasferta a Ferrara, sabato per la partita del campionato di serie B erano circa 600. Un centinaio invece i sostenitori del Gubbio in trasferta a Forlì. Numerosi risultano già gli identificati dalle forze dell’ordine, molti di loro hanno già un volto nelle indagini della polizia perugina.

Le indiscrezioni dalle indagini Dalle prime informazioni che trapelano dalle indagini sembrerebbe che l’aggressione sia partita dai tifosi perugini. E’ da accertare, ma è probabile, che alcuni sostenitori del Gubbio, avessero al seguito anche le proprie famiglie, quindi donne e bambini. E che oltre a non essere tutti ultrà, fossero molti di meno rispetto ai perugini. Tutto questo insieme all’ipotesi che gli eugubini si sarebbero mossi in un clima di festa per il gemellaggio, tenderebbe a far escludere che si sia trattato di un appuntamento concordato tra le due tifoserie. Sono ricostruzioni giunte agli inquirenti che aspettano di essere confermate o smentite dalle indagini. I feriti eugubini, finiti in ospedale, con traumi alla testa e contusioni considerate guaribili in 15 giorni, sono giovani tifosi.

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