Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 25 maggio - Aggiornato alle 11:41

Ucraina, trenta profughi accolti in Umbria dalla Fondazione Rame-Fo con l’aiuto del Fatto quotidiano

Raccolta fondi aperta per aiutare le famiglie che saranno ospitate a Gubbio negli spazi della Libera Università di Alcatraz

©Fabrizio Troccoli

Altri trenta profughi saranno accolti in Umbria con la solidarietà del Fatto Quotidiano e la Fondazione Dario Fo e Franca Rame. Le famiglie verranno ospitate tra Gubbio e Perugia, in immobili di proprietà della Libera Università di Alcatraz. Per sostenere l’operazione è anche stata aperta una raccolta fondi che consentirà di assicurare la permanenza nella struttura, prodotti alimentari e generi di prima necessità ma soprattutto realizzare un percorso di autonomia.

I trenta profughi sono riusciti a uscire dall’Ucraina bombardata dai russi con l’aiuto di un imprenditore della provincia di Lucca, Piero Verona: «Con la sua disponibilità, generosità e spirito d’iniziativa, è stato possibile – ha spiegato piega Cinzia Monteverdi, presidente della Fondazione il Fatto Quotidiano – organizzare lo spostamento e mettere al sicuro un gruppo di famiglie fuggite dall’Ucraina e rifugiate in un campo profughi in Romania». La rete di solidarietà si è subito estesa, incassando anche l’impegno della Fondazione Fo Rame: «La nostra famiglia – spiega Mattea Fo, che guida l’ente benefico – è proprietaria della Libera Università di Alcatraz, centro culturale e turistico tra Gubbio e Perugia, dove con l’arrivo della pandemia sono state sospese le attività in presenza e abbiamo iniziato a ragionare sul fatto che avremmo potuto accogliere un piccolo gruppo di profughi negli spazi attualmente inutilizzati». Da qui l’operazione accoglienza, che con gli alloggi ha trovato una quadra, anche se ora le due Fondazione chiedono l’aiuto di tutti per il sostentamento dei trenta profughi: L’obiettivo – aggiunge  Monteverdi – è consentire a queste persone di poter immaginare e realizzare una rinascita che possa restituire loro una prospettiva di vita dignitosa. Per questo costruiremo un modello di comunità nella splendida ambientazione offerta dalla Fondazione Fo Rame che punti a un’autonomia economica. Partendo dalla terra e recuperando le potenzialità delle persone che oggi hanno perso tutto per colpa della guerra».

I commenti sono chiusi.