di Maria Giulia Pensosi
Con l’arrivo della bella stagione in Umbria arrivano anche i turisti. Nel territorio regionale, per quanto riguarda le strutture alberghiere, «segno positivo per i primi sei mesi dell’anno rispetto al 2023». Come ci si aspetta gli eventi e le manifestazioni fanno da ‘calamita’ per i visitatori, per esempio Umbria jazz a Perugia – tra le tante kermesse regionali – ha riempito gli alberghi anche quest’anno. In generale invece attraggono i laghi, come il Trasimeno e Piediluco, e la Valnerina, più in difficoltà i borghi e le città d’arte nei quali per gli alberghi ci si aspetta «un risveglio del last minute». L’agriturismo e le attività collegate che raccontano l’Umbria del turismo lento, dell’enogastronomia e delle tradizioni accolgono visitatori, italiani ma anche stranieri e prospettano esperienze a tu per tu col Cuore verde d’Italia. Dell’occupazione e prospettive per l’estate 2024 per quanto riguarda le strutture alberghiere ed extralberghiere Umbria24 ne ha parlato con Federalberghi, Confagricoltura, Cia e Coldiretti.
Alberghi: Valnerina e laghi attraggono, last minute per città d’arte Capitolo strutture alberghiere secondo Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi Umbria, «segno positivo rispetto al 2023 per i primi sei mesi dell’anno. Tra aprile, maggio e giugno in alcuni territori c’è stata una crescita anche del 10%, in altri, come Orvieto, invece a giugno si è riscontrata una leggera flessione». Secondo il numero uno di Federalberghi quello che influisce sull’occupazione delle strutture e quindi sul turismo «sono gli eventi come per esempio il Festival dei Due Mondi di Spoleto o Umbria jazz e altre manifestazioni negli altri borghi della regione. Chi non ha eventi oggi – asserisce – ha una prospettiva un po’ più negativa». Per il periodo di Umbria jazz a Perugia infatti «questo fine settimana e il prossimo le strutture alberghiere sono sold out – spiega Fittuccia -. Quest’anno c’è stato un importante riscontro anche nei giorni infrasettimanali, con un’occupazione del 90/95%. Umbria jazz inoltre rinforza l’economia anche nel territorio circostante al capoluogo». In generale per l’estate 2024 «ci aspettiamo un risveglio del last minute – continua Fittuccia -. Se oggi andiamo ad analizzare il lavoro programmato notiamo una flessione importante, non c’è un consolidamento delle prenotazioni per le città d’arte. Per la Valnerina e i laghi, come Trasimeno e Piediluco, vediamo invece una richiesta importante. Anche i borghi, che magari dopo gli eventi e con il caldo soffrono un po’ di più, per ora non hanno una programmazione come magari c’è stata gli anni scorsi. Pensiamo che qualcosa si possa fare con il last minute».
Strutture extralberghiere e turismo rurale Per quanto riguarda le strutture extralberghiere «giugno è stato il riscaldamento per la fase estiva – commenta ai microfoni di Umbria24 Matteo Martelloni, responsabile Agriturist di Confagricoltura -. Per luglio e agosto notiamo una buona presenza di un pubblico straniero anche collegato ad alcune rotte del nostro aeroporto. Vediamo un netto aumento dei giorni di permanenza anche se il last minute continua ad essere parte abbastanza preponderante specialmente sul pubblico italiano. Ottime le richieste nei confronti delle attività che offrono gli agriturismi. Siamo soddisfatti per questa stagione».
Enogastronomia e turismo lento Secondo Matteo Bartolini, presidente di Cia Agricoltori italiani dell’Umbria e vice presidente nazionale «negli agriturismi umbri la partenza è tiepida, dopo una stagione iniziata un po’ in ritardo a causa del maltempo di giugno». «La situazione – riprende – è quella a macchia di leopardo, dove in alcuni territori la presenza di visitatori si riconferma, o addirittura migliora, rispetto agli anni passati e in altre aree, invece, che sono ancora in attesa di vedere i numeri finali. In queste settimane le strutture stanno ricevendo le prenotazioni per luglio e agosto, e anche a settembre qualcosa sembra muoversi. In alcune zone, come nell’Assisano, come testimoniano alcuni agriturismi, la previsione del flusso di turisti ha già superato quello dell’estate 2023. Turisti italiani ma non solo, che amano la storia, l’enogastronomia, il turismo ‘lento’ e verde. I nostri agriturismi, che hanno deciso di rimettersi a nuovo per potenziare l’offerta, e le strutture ricettive hanno il grande valore di raccontare la storia del territorio e le tradizioni, con degustazioni e attività indimenticabili e proporre al visitatore percorsi esperienziali che rappresentano uno dei punti forza anche della destagionalizzazione del turismo.
Affinché da qui inizi quel processo di promozione della produzione territoriale. Ad esempio con la creazione di reti tra i produttori agricoli e le attività commerciali locali, come agriturismi e ristoranti, per promuovere prodotti sostenibili e locali».
Stagione estiva «La stagione estiva appena iniziata sta procedendo nella giusta direzione, caratterizzata da presenze sia di turisti italiani che stranieri tornati in massa dopo i difficili anni della pandemia – sottolinea Mario Rossi, direttore Coldiretti Umbria -. C’è quindi ottimismo anche per i prossimi mesi per un turismo, quello ‘lento’ e rurale, che sta caratterizzando sempre di più l’intera offerta a livello regionale, grazie a tante attività e ad una proposta sempre più ampia e qualificata da parte degli operatori agrituristici. Sono le esperienze nelle nostre aziende agricole e agrituristiche, che fanno la differenza nella richiesta di relax, ambiente e natura dei turisti, sempre più propensi a conoscere dal vivo le attività della campagna alla scoperta di allevamenti, frantoi, fattorie e cantine, dove poter degustare anche i nostri prodotti di qualità legati al territorio e proposti dai cuochi contadini. L’autenticità delle nostre strutture Terranostra-Campagna Amica, ben si coniuga pure con la ricerca di nuovi itinerari storici-culturali, magari da raggiungere in bicicletta, che, insieme a passeggiate a cavallo e nei ‘cammini’, costituisce un ulteriore e apprezzata possibilità. Agriturismi- conclude Rossi- centrali in tante aree rurali e anche meno conosciute, ma pure in tanti piccoli borghi, tra le mete preferite e gettonate di questa estate e dove ‘nascono’ la stragrande maggioranza dei prodotti tipici certificati dell’agroalimentare Made in Italy».
