Il 'Creo', centro onco ematologico dell'ospedale di Perugia (Foto F.Troccoli)

di M.T.

Non c é pace al Santa Maria della Misericordia. Dopo il caso di Radiologia, con un provvedimento che ha costretto l’ospedale a tornare sui propri passi, riportando un po’ di quiete grazie ad una forte presa di posizione dei sindacati, ora in fermento c’è la Nefrologia, da poco più di due mesi guidata da Riccardo Fagugli, tornato a Perugia dopo aver diretto la clinica di Terni. Proprio il cambio della guardia al comando del reparto ha determinato turbolenze e conflittualità tra il personale medico e lo stesso direttore: non si tratterebbe di scaramucce di assestamento tipiche delle fasi di ricambio, piuttosto di ferme prese di posizioni di quattro professionisti che hanno minacciato il trasferimento se la situazione non tornerà alla normalità.

Approfondimento Alla base del braccio di ferro i rapporti tesi proprio con il primario, che hanno costretto i sanitari a notificare le loro decisioni ai vertici aziendali. Un incontro con il direttore generale Giannico per ora non ha prodotto alcun risultato. Del resto era stato lo stesso manager a decidere la nomina del direttore della Nefrologia e Dialisi, attenendosi alla graduatoria del concorso, che vedeva Fagugli al primo posto. Secondo rumors ospedalieri la situazione era da mettere in preventivo alla luce dei rapporti poco fluidi già in epoca passata. Quali saranno i prossimi sviluppi della questione non è dato di sapere, certo è che i vertici aziendali mostrano evidente preoccupazione per le ricadute sul piano organizzativo dell’assistenza di un reparto che si occupa di pazienti estremamente fragili. Come nel caso dei radiologi, i sindacati sono stati coinvolti e si è in attesa di loro iniziative.

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