di M.T.
L’Umbria è tra le Regioni con troppe lodi ai diplomi di maturità. E’ cioè tra quelle regioni, insieme a tutte quelle del sud, che considera eccellenti molti di quegli studenti che, tali non sono, nelle rilevazioni del ministero. Il dato emerge incrociando i test Invalsi, con i risultati conseguiti dai diplomati 2023.
La classifica L’Umbria è la terza regione in Italia nella fotografia delle ‘lodi’, dopo la Calabria e la Puglia che hanno entrambe il 5,6% dei loro studenti come eccellenti. La nostra regione ne ha il 4,7%, quasi il doppio rispetto alla media nazionale del 2,7%. Se guardiamo il rapporto pubblicato dal Sole24 Ore sui dati del ministero dell’Istruzione, tutte le regioni del nord e del centro nord presentano una situazione opposta alla nostra, ovvero i propri studenti sono considerati migliori da Invalsi che non dal risultato del proprio diploma. Questo per una ragione molto semplice: i dati Invalsi valutano l’apprendimento su matematica, italiano e inglese, mentre la prova del diploma presenta ulteriori difficoltà dovute alle altre materie. E’ difficile immaginare quindi che chi ha difficoltà nelle tre materie di base, possa essere valutato meglio, quando di materie ce ne sono di più.
Il rapporto Insomma l’Umbria ha il 17,6% di eccellenti Invalsi e il 26,5% di eccellenti secondo i propri docenti. La Valle d’Aosta, prima in classifica nazionale, ad esempio, ha il 27,9% di eccellenti Invalsi e il 13,5% di eccellenti secondo i propri insegnanti. Mentre la Sardegna, dall’altro capo della classifica ha il 18,3% di eccellenti Invalsi e il 21,5% di eccellenti secondo i propri professori.
Basso livello di istruzione La classifica sui livelli di istruzione, a partire dall’età di 9 anni, invece, pone l’Umbria tra le migliori regioni d’Italia. Sia la provincia di Terni che quella di Perugia, hanno una bassa incidenza di soggetti con basso o nullo livello di istruzione. Perugia registra una percentuale del 43,9%, mentre Terni del 44,6%, rispetto a una media nazionale del 48,2%. La triste classifica vede il sud della Sardegna, nella peggiore condizione, con percentuali del 61,6%, significa che hanno un basso livello di istruzione 6 residenti su dieci, con più di 9 anni di età. Mentre sono Roma e Milano a segnare le migliori performance rispettivamente con il 38,2% e il 40,1%.
