Implementazione tecnologica e potenziamento della pianta organica con l’ingresso di nuove professionalità: sono gli obiettivi di sviluppo della Struttura complessa di riabilitazione intensiva neuromotoria di Trevi che «si conferma polo di eccellenza per il recupero funzionale, fisico e cognitivo di disabilità complesse». Lo sottolinea l’Usl 2. Il centro guidato dal dottor Silvano Baratta, nell’ambito delle attività del dipartimento di riabilitazione diretto dal dottor Mauro Zampolini, si caratterizza per «numerosi punti di forza» che ne hanno «consolidato nel tempo il prestigio»: riconosciuta esperienza e competenza in ambito riabilitativo, cultura diffusa del sistema di gestione della qualità, ampiezza della offerta riabilitativa, modello di lavoro in team multiprofessionale (medici, psicologa, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, logopedisti, operatori socio sanitari), attenzione all’umanizzazione delle cure, alla formazione e alla didattica e propensione all’innovazione tecnologica.
Nuove tecnologie La modernizzazione della riabilitazione a Trevi prosegue con l’acquisizione di nuove tecnologie. Dopo l’esoscheletro, già da tempo in uso per la ricerca e l’attività clinica «con piena soddisfazione di utenti e operatori», si è conclusa la procedura di acquisizione di uno strumento per l’applicazione di vibrazione meccanica focale, utilizzato nel trattamento della spasticità muscolare e nel neglect (disturbo neuropsicologico conseguente a lesioni dell’emisfero cerebrale destro). Entro giugno sarà inoltre consegnata alla Struttura, una pedana stabilometrica e propriocettiva, sistema ad alta tecnologia per la rieducazione dei disturbi del controllo motorio e dell’equilibrio. Contestualmente verrà acquisito il Walker view, una soluzione che integra, in un unico dispositivo, tre procedure riabilitative: l’analisi del movimento, la realtà virtuale e il processo d’apprendimento allo specchio, permettendo di generare in pochi minuti un profilo del cammino e della stazione eretta del paziente per diagnosticarne i problemi e permettere una riabilitazione personalizzata.
Più personale In tal modo verrà facilitato il lavoro del fisioterapista, favorita la rapidità del recupero e l’ottimizzazione delle risorse. Questi strumenti saranno utilizzati anche per attività di ricerca con l’Università di Perugia, con altri Atenei e centri di riabilitazione nazionali. È stato poi ripristinato lo strumento per la diagnostica della funzione urinaria, utile per la riabilitazione di molte patologie neurourologiche. Tali attività saranno integrate con l’acquisizione, entro pochi giorni, di personale infermieristico (due unità) e Oss (una) e sono in corso le procedure per l’espletamento del concorso per il responsabile di Struttura complessa «per proseguire sulla strada dello sviluppo e garantire un’assistenza efficace ed efficiente agli utenti».
