di Fra.Mar.

«Spero che la nostra vicenda dia testimonianza e speranza a tutti coloro che attraversano un momento brutto della vita». La voglia di raccontare la sua storia Anna Rita Carrozza la riassume tutta in queste due righe che scrive in fondo alla breve lettera che ci manda dopo averci cercato per raccontare il suo duplice miracolo. Quello di una gravidanza arrivata nonostante le tante oggettive difficoltà, e quella di un Pontefice, Papa Francesco, che accetta la richiesta di battezzare questa bambina figlia dell’amore, della fede e della speranza. Anna Rita vuole che gli altri sappiano e al telefono, con la voce un po’ emozionata chiede se sia possibile farlo.

Comincia così «Salve – scrive Anna Rita – sono romana, ho 39 anni, e vivo a Terni con mio marito Giovanni mio coetaneo, lui di Terni. Ci siamo sposati due anni fa. I problemi sono iniziati quando la ginecologa diagnosticandomi una forma particolare di endometriosi ci aveva detto che avremmo potuto avere un bambino con una percentuale bassissima di probabilità (circa una su mille). Non ci siamo dati per vinti, siamo molto religiosi, mio marito ancora più di me. Abbiamo deciso di affidarci al buon Dio e quello che lui voleva lo avremmo accettato…se poi non avessimo avuto un figlio nonostante i tanti tentativi e le tante cure, avremmo inoltrato a gennaio 2014 la pratica per adottare un bimbo».

IL TESTO DELLA LETTERA

Il nuovo Papa «Quando c’è stata l’elezione a Roma del nuovo Pontefice – scrive ancora – mio marito ci ha tenuto ad andare a Roma dove siamo rimasti tre giorni. Appena è stato eletto Papa Francesco mio marito Giovanni si è commosso ed ha cominciato a piangere…quando gli ho chiesto perché mi ha detto che se avesse avuto un figlio maschio sin da ragazzo avrebbe voluto chiamarlo Francesco come il Santo di Assisi. Dopo i tre giorni passati a Roma, abbiamo deciso di prolungare il pellegrinaggio per recarci proprio ad Assisi (peraltro vicino a noi e dove tante volte andiamo) a ringraziare il Santo Patrono di averci donato un Pontefice che a noi è piaciuto subito».

Il doppio miracolo «Sono passati alcuni mesi – racconta anora Anna Rita nella mail -ed a giugno l’incredibile notizia: ero incinta!La prima cosa che mio marito ha fatto è stata di scrivere a Papa Francesco a Santa Marta per raccontargli la nostra storia e di come  avrebbe voluto chiamare Francesco il figlio se fosse stato un maschio e quanto sarebbe stato bello se il Santo Padre avesse potuto battezzarlo.La gravidanza è andata avanti senza tanti problemi. Solo qualche giorno fa, quasi insieme, ci sono arrivate due sorprese : la prima il risultato dell’amniocentesi che ci ha confermato la regolarità della gravidanza solo con una piccola sorpresa: aspettiamo una bambina! La seconda una lettera arrivata dal Vaticano per la nostra famiglia con una speciale benedizione del Santo Padre e la Sua disponibilità a battezzare il nascituro (presumo ovviamente in Vaticano)».

Gaia «Credo che non ci siano parole per descrivere la nostra gioia ed è forse anche per questo che abbiamo deciso di chiamare nostra figlia Gaia. Crediamo che l’insegnamento più grande ed importante che questo Papa ci ha donato ed ha donato al mondo è che non bisogna mai perdere o (peggio) farsi rubare la speranza. Il 22 marzo 2014 il nostro angioletto dovrebbe scendere sulla terra ed ad Aprile, se Dio vuole e tutto va bene dovremmo essere a Roma per il battesimo della piccola con Papa Francesco».

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