©Fabrizio Troccoli

Venerdì mattina ha ripreso regolarmente la circolazione sull’intera linea Direttissima Firenze-Roma, sospesa dall’11 al 21 agosto tra Chiusi e Orvieto per i lavori di manutenzione e potenziamento dell’infrastruttura realizzati da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs). Gli interventi hanno interessato in particolare la galleria Fabro e il viadotto Paglia nei pressi di Orvieto. Per realizzare gli interventi sono stati impiegati quotidianamente oltre 40 tecnici, oltre a treni cantiere e numerosi mezzi operativi.

Tuttavia, fino al 29 agosto i treni saranno costretti a viaggiare sulle tratte rinnovate a velocità ridotta, con possibili allungamenti di percorrenza fino a 15 minuti. Da fine mese la velocità tornerà progressivamente ai livelli standard previsti dalla linea. Le modifiche sono già integrate nei sistemi di vendita dei biglietti delle imprese ferroviarie, per garantire trasparenza e aggiornamento ai viaggiatori.

Mentre la Direttissima torna dunque operativa, continua a tenere banco il dibattito politico sulla realizzazione della nuova stazione alta velocità Medio Etruria, ipotizzata da tempo per collegare più efficacemente alcune aree dell’Umbria con l’alta velocità.

L’accordo firmato tra Pd e Movimento Cinque Stelle in Toscana sembra mettere una pietra tombale su questa ipotesi, dichiarando che «non si ravvisano motivazioni, anche per ragioni di consumo di suolo, per la realizzazione di una nuova stazione Av in Media Etruria», puntando invece a valorizzare le stazioni già ristrutturate di Arezzo e Chiusi-Chianciano Terme. Questo testo, sottoscritto tra l’altro da Eugenio Giani, governatore e candidato del Pd, e da rappresentanti del M5S, spinge a considerare definitivamente accantonata la stazione Medio Etruria.

Nel testo dell’accordo si legge: ‘L’adeguamento AV per le esistenti stazioni di Chiusi C.T. ed Arezzo, voluto con progetto della Regione Toscana e terminato nel 2018, con un investimento di oltre 7 milioni ciascuna anziché i 2 / 3 milioni previsti, ha contribuito a un miglioramento infrastrutturale importante. Con opportuni adeguamenti, in termini tecnici e infrastrutturali, sia Arezzo sia Chiusi‑Chianciano Terme oggi dispongono di binari di corsa, marciapiedi lunghi oltre 400 m, pensiline, sottopassi con ascensori e sistemi informativi conformi agli standard minimi per poter accogliere i treni AV e farli fermare in sicurezza. In questa prospettiva, la piena valorizzazione delle stazioni di Arezzo e Chiusi-Chianciano Terme rappresenta un’opportunità concreta e prioritaria per il territorio e, al fine di non incidere sul consumo di suolo nell’area, un elemento da considerare attentamente nel quadro delle scelte future sul sistema AV in Toscana centrale’.

«Probabilmente – scrive Prima Pagina – Eugenio Giani e il Pd hanno dovuto cedere su questo argomento, per avere l’ok dei 5S, da sempre schierati a favore della Opzione Zero, ovvero sull’utilizzo di Chiusi e Arezzo, senza spendere un euro per la stazione volante in mezzo a nulla. Merito probabilmente dell’intransigenza del M5S che deve aver puntato i piedi. Lo diciamo senza avere grandi simpatie politiche per i pentastellati. Ma l’evidenza è questa. Va detto che anche Avs sull’argomento si era espressa in più occasioni – sia in Toscana che in Umbria – a favore dell’opzione Chiusi e Arezzo e contro la stazione in linea da costruirsi ex novo. Per chi nel territorio si batte da anni per il ripristino delle fermate del Frecciarossa a Chiusi (tagliate nel 2023), per il potenziamento della medesima stazione con più fermate di treni Inter City e regionali veloci, per la realizzazione di una strada di collegamento veloce tra Perugia e Chiusi (porta anche per il casello A1 di Fabro, oltre che per quelo di Chiusi Chianciano), per una velocizzazione della linea ferroviaria Perugia-Terontola-Chiusi e delle autolinee esistenti già oggi tra capoluogo umbro e cittadina etrusca e anche per l’adeguamento della Siena-Chiusi, che potrebbe diventare una sorta di metropilitana di superficie, almeno nella tratta Sinalunga-Montepulciano-Chiusi e per l’istituzione del treno ibrido diretto Siena-Chiusi-Roma, l’inserimento nei 23 punti programmatici del “campo largo toscano” del centro sinistra è indubbiamente una buona notizia, utile anche in prospettiva per il rilancio del progetto Centro Intermodale Merci interregionale nei pressi della stazione di Chiusi».

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