Due nuovi treni da e per Roma

di Chia.Fa.

«Anticipare la partenza di quaranta minuti significa buttare 1.3 milioni di euro della Regione Umbria nella spazzatura». E, soprattutto, non corregge i disagi che i pendolari umbri subiscono dalla soppressione dell’Eurostar in partenza da Roma alle 19.32. È questo il pesante giudizio espresso dai viaggiatori del comitato «Quelli che in treno» ad una settimana dall’istituzione del treno regionale Roma-Perugia delle 18.52. Una traccia ferroviaria che palazzo Cesaroni si è assicurata versando 1.3 milioni di euro a Trenitalia.

«È un treno inutile» La Regione, questo il punto, si è resta disponibile a pagare la cifra in questione nel tentativo di ristabilire l’efficienza di un servizio ferroviario devastato dalla soppressione dell’Eurostar della sera. Quel milione di euro abbondante avrebbe dovuto permettere a studenti e lavoratori umbri di poter contare su un treno regionale in partenza da Roma alle 19.30. Una traccia che in tutto per tutto, insomma, avrebbe dovuto sostituire l’Eurostar delle 19.32. Ma così non è stato. «Trenitalia – scrivono dal comitato Quelli che in treno – si è rifiutata di rispondere positivamente alle richieste dalla Regione ed ha anticipato l’orario del regionale pagato 1.3 milioni di euro alle 18.52 assicurando, di fatto, l’inutilità del servizio».

«Il nuovo treno è vuoto» E a conferma della scarsissima fruibilità del nuovo viaggio i pendolari portano numeri. «A bordo del treno istituito il 6 gennaio – si legge nella lettera indirizzata alla presidente Marini e all’assessore Rometti – non ci sono neanche la metà delle persone stimate, 200 passeggeri a fronte dei 450/500 stimati da Trenitalia». Cifre queste che per il comitato Quelli che in treno testimoniano l’erroneità di un’operazione, quella da 1.3milioni di euro per l’acquisto di una traccia, che lascerà invariati i tanti disagi dei pendolari umbri.

Incompatibile con le esigenze «Il treno delle 18.52 non risolve il problema della soppressione dell’Eurostar delle 19.32 perché lavoratori e studenti non possono lasciare le rispettive sedi con quaranta minuti di anticipi e non risolve neanche il problema del sovraffollamento del regionale delle 18.23 Roma Termini-Ancona». E infine: «Posticipare la partenza dalle 18.52 alle 19.20, come richiesto dai viaggiatori, non comporta alcuna criticità, come c’è stato modo di confermare in occasione dei ritardi registrati dal nuovo regionale che, partito da Tiburtina alle 19.20, non ha incontrato nessun problema di accesso alla direttissima».

«Amministratori sprovveduti?» La nota si chiude con una domanda: «I nostri rappresentanti eletti sono davvero così sprovveduti da non prevedere dei risultati palesi e sottolineati più volti dai viaggiatori, oppure gli interessi delle persone comuni, nello specifico dei pendolari, sono meno importanti di quelli di Trenitalia?»

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