di Fabio Toni
Ancora un lunedì “nero” per i pendolari della tratta Foligno – Spoleto – Terni. «In balia di Trenitalia e ignorati dalle istituzioni: daremo battaglia».
Treno cancellato A fare la voce grossa sono i pendolari-blogger di “Quelli che in treno…”, sito web che ha raccolto il consenso di decine di viaggiatori umbri. Dopo le polemiche scaturite dalle modifiche agli orari e dal declassamento di alcune corse da “eurostar” a “intercity”, ora i pendolari devono fare i conti anche con le cancellazioni improvvise. Come quella dell’intercity 531 che transita a Terni alle 7 e 58 del mattino. Nonostante i frequenti ritardi, il 531 è uno dei pochi treni utili a raggiungere Roma in linea con gli orari imposti a chi lavora o studia nella capitale. Lunedì – e non è la prima volta – il treno è stato letteralmente “cassato” e circa 250 persone hanno dovuto ripiegare sul convoglio successivo che, oltre a partire 50 minuti dopo, ha accumulato un ulteriore ritardo e ha costretto i pendolari a stiparsi nei vagoni “come sardine”.
Solo l’ultima goccia «Questo è solo l’ultimo episodio – denunciano – la misura è colma da tempo». In più di un’occasione le cancellazioni hanno colpito anche l’intercity che la sera (partenza alle 19.55 da Roma) riporta molti cittadini umbri a casa. In quest’ultimo caso, l’alternativa è salire sul regionale delle 20.45, a cui va spesso aggiunto il consueto ritardo. «Questo vuol dire non permettere alle persone di recarsi al lavoro e non sapere se e quando si potrà rientrare a casa al termine della giornata». Alla base delle frequenti cancellazioni, ci sarebbero «problemi di materiale». La situazione si sarebbe aggravata dopo il declassamento di alcuni treni. «Con gli intercity possono fare ciò che vogliono – affermano i pendolari -. Senza l’obbligo di rimborsare i biglietti, hanno più liberta di fare e disfare. Con gli eurostar tutto ciò non sarebbe potuto accadere».
Due osservazioni Duplice l’invito che i pendolari-blogger rivolgono alla Regione: ascoltare le istanze e far rispettare i diritti di chi viaggia. «Esiste un contratto di servizio sottoscritto dalla passata giunta – spiegano – e il mancato rispetto prevede multe consistenti nei confronti di Trenitalia. A nostro giudizio, molte condizioni sono state disattese. In primis la mancanza di treni per i lavoratori e il fatto che non siano stati acquistati nuovi mezzi. Andiamo a cento chilometri orari quando, sulle stesse linee, si potrebbe viaggiare ad una velocità almeno doppia».

