di Daniele Bovi
Sarà probabilmente il 24 luglio la giornata in cui i sindacati in Umbria sciopereranno contro i tagli al trasporto pubblico che scatteranno a partire dal 7. Giovedì mattina i rappresentanti dei lavoratori hanno incontrato l’assessore regionale Giuseppe Chianella, che ha definito inevitabile la sforbiciata da 1,350 milioni di km (900 mila riguarderanno le linee extraurbane e i restanti 450 mila quelle urbane) programmata tra l’inizio di luglio e l’11 di settembre. Complessivamente questa riduzione impatterà su circa 140 turni lavoro, ai quali i sindacati possono far fronte anche ricorrendo alle ferie. I problemi veri potrebbero arrivare nel periodo che va dall’inizio del nuovo anno scolastico alla fine del 2019, quando potrebbe scattare l’altra tranche di tagli di pari entità.
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STATO SI AGITAZIONE ANCHE ALLA GESENU
Sciopero Una sforbiciata che in caso sarebbe molto più impattante di quella estiva e non solo per quanto riguarda le conseguenze sui lavoratori, dato che si potrebbe incidere anche sulle corse scolastiche. Chianella ha spiegato che si lavorerà nei prossimi mesi per trovare le risorse ed evitare riduzioni durante l’autunno e nel frattempo i sindacati andranno avanti con lo stato di agitazione e indiranno uno sciopero probabilmente per la giornata del 24 luglio, data in cui ci dovrebbe essere anche la protesta nazionale del settore. Lunedì intanto i rappresentanti dei lavoratori incontreranno Busitalia per capire nel dettaglio come si articoleranno i tagli estivi, mentre l’8 luglio ci sarà una nuova riunione in assessorato. «Le riunioni svolte con i Comuni – dicono i sindacati – non hanno portato elementi di novità, auspichiamo pertanto che tutti gli enti coinvolti facciano la loro parte per evitare razionalizzazioni pesanti per gli utenti e i lavoratori. Rimane evidente, infatti, che i Comuni e le Province, assieme alla Regione, devono lavorare per trovare risorse aggiuntive».
Morroni A intervenire sul caso trasporti giovedì è il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Morroni, secondo il quale «la disinvoltura e la superficialità della condotta della Giunta regionale hanno fatto sì che si aspettasse la delibera dello scorso 7 maggio per evidenziare una situazione di pesante squilibrio nei conti del servizio del trasporto pubblico dell’Umbria». «Il governo regionale – aggiunge – sta dando prova, con questo ulteriore pasticcio, non solo di inadeguatezza, ma di vivere in stato confusionale. Una situazione, a dire il vero, che da diverso tempo caratterizza il suo operato».
Twitter @DanieleBovi
