di Maurizio Troccoli

Quanto incide la mobilità gratuita per gli studenti universitari sull’ambiente e quale valore economico è possibile attribuire? Sono queste le domande a cui hanno provato a rispondere, con dati scientifici, dall’università perugina, attraverso uno studio coordinato dal professore Federico Rossi.

Il risultato Possiamo dire subito che la misura incide, in termini di riduzione dell’impatto ambientale dell’ateneo, per un 40% totale, precisamente per il 39%, ma andiamo a capire il come e il perché. Se prendiamo a riferimento il valore delle emissioni per i trasferimenti da casa all’università, lo studio spiega che sono caratterizzati, per l’87% dalla mobilità degli studenti, dei docenti e del personale Tab.

Lo studio La misura presa in considerazione è la Cfp che significa il totale delle emissioni di gas a effetto serra, in rapporto alla quantità di Co2 equivalente. Si tenga conto che oltre all’anidride carbonica (Co2, appunto) vanno considerati, il metano, il protossido d’azoto, gli idrofluorocarburi, l’esafluoruro di zolfo e i perfluorocarburi. In particolare, il trasporto degli studenti, incide per il 78% del totale della mobilità universitaria, che, in termini di emissioni, si traduce in 40.069 tonnellate di Co2 equivalenti annue. Considerando che lo studente medio si reca in ateneo per circa 150 giorni l’anno, si ottiene che la Cfp (il totale dei gas emessi per il suo trasporto) per studente medio, è pari a 1,55 tonnellate di Co2 equivalenti l’anno. Lo studio ha coinvolto 3.768 studenti, un campione considerato «altamente rappresentativo». Il mezzo di trasporto più utilizzato dagli studenti per andare all’università è l’auto come conducente (38,57%), mentre il 26,30% si sposta a piedi e il 18,70% in autobus. L’utilizzo dell’auto come passeggero rappresenta il 5,36%, lo scooter o car sharing è solo lo 0,48% del totale, il treno è l’8,78%, metro lo 0,92%. La moto o lo scooter lo 0,63%, la bici lo 0,26%.

Il rapporto: prima e dopo Guardando al rapporto prima e dopo l’iniziativa, il totale dell’impatto ambientale passa da 40.069 Cfp a 24.578. Mentre le emissioni procapite passano da 1,55 a 0,95. Qualora fossero corrisposti certificati di emissione, il valore economico corrispondente sarebbe di 1.389.237 euro, quale credito del mercato delle emissioni. Lo studio evidenza, inoltre, come i benefici nella qualità dell’aria si esprimono in valori pari a 340 g/anno di particolato e 10.500 NOx.

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