Un autobus di Busitalia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Se per il 2028 a coprire il piatto ci penserà la Regione, per il futuro serviranno garanzie su diversi fronti, dagli aumenti tariffari fino al Minimetrò e non solo. Nelle scorse ore la giunta comunale di Perugia ha approvato una serie di osservazioni al regolamento che disciplina «Unico Umbria», il nuovo sistema tariffario unico regionale per quanto riguarda il trasporto pubblico. Sistema che dovrebbe presumibilmente entrare in vigore nel giugno 2028 quando, dopo oltre un decennio di proroghe, dovrebbe essersi finalmente concluso il percorso relativo alla nuova gara per il trasporto pubblico.

Integrazione Nelle intenzioni di Palazzo Donini il nuovo modello vuole rappresentare un cambiamento netto rispetto al sistema attuale. Al posto di tariffe diverse a seconda del mezzo o del gestore, entrerà in vigore un titolo di viaggio unico valido su gran parte del trasporto pubblico regionale. Il principio è quello dell’integrazione: con un solo biglietto sarà possibile utilizzare autobus urbani ed extraurbani, Minimetrò, impianti a fune e i traghetti sul lago Trasimeno, mentre i treni saranno inclusi in una fase successiva, con alcune eccezioni già previste per l’area di Perugia.

Le zone Il meccanismo alla base del nuovo sistema è quello delle zone. L’intero territorio regionale sarà suddiviso in 57 aree tariffarie e il prezzo del viaggio dipenderà esclusivamente da quante zone vengono attraversate, comprese quella di partenza e quella di arrivo. All’interno delle zone acquistate, l’utente potrà muoversi liberamente utilizzando più mezzi e cambiando percorso senza costi aggiuntivi. Perugia e Corciano, ad esempio, saranno considerate un’unica zona.

Gli aumenti La tariffa base (l’adeguamento all’indice Istat non viene fatto dal 2013) partirà da 1,60 euro, 10 centesimi in più rispetto al prezzo attuale, a cui si aggiungerà una quota fissa per ogni zona in più. Per i viaggi che coinvolgono Perugia (dove il prezzo è fermo al 2010) e Terni è previsto un apposito «supplemento capoluogo» di 20 centesimi. Nel concreto, per l’area urbana di Perugia il costo di una corsa semplice salirà da 1,50 a 1,80 euro. Aumentano anche i carnet da dieci corse, che passeranno da 12,90 a 15,80 euro. Scende invece il prezzo dell’abbonamento mensile ordinario, da 55 a 49 euro, mentre quello annuale salirà leggermente da 398 a 405 euro. Più marcato l’aumento per l’abbonamento annuale scolastico, che passerà da 296 a 325 euro.

Le altre tipologie Accanto ai biglietti ordinari, il sistema prevede diverse tipologie di titoli: biglietti a tempo con validità variabile in base alle zone, abbonamenti settimanali, mensili, trimestrali e annuali, oltre ai titoli giornalieri validi per 24 ore dalla prima convalida. Sono previste riduzioni del 20 per cento per studenti, universitari, over 65 e invalidi, oltre a sconti progressivi per i nuclei familiari e gratuità per alcune categorie. Per attenuare l’impatto degli aumenti legati all’inflazione, la Regione a fine 2025 ha previsto per il 2028 uno stanziamento di 2 milioni di euro. Sul piano operativo, il sistema sarà completamente digitalizzato, con bigliettazione elettronica e strumenti per il monitoraggio dei flussi basati sulle validazioni reali. Gli incassi saranno poi ripartiti tra i gestori in base all’effettivo utilizzo dei servizi (in termini tecnici il clearing), superando i criteri attuali.

I dubbi di Perugia Ed è proprio su questo punto che si concentrano alcune delle principali osservazioni del Comune di Perugia. In particolare, Palazzo dei Priori contesta la gestione del cosiddetto supplemento capoluogo, chiedendo che non venga assegnato interamente al trasporto su gomma ma anche al Minimetrò: la richiesta è di suddividerlo «in pari misura tra gestore gomma e Minimetrò». Al centro c’è soprattutto la tutela dell’equilibrio economico del Minimetrò. Il servizio, infatti, ha da poco approvato un proprio piano economico-finanziario già definito fino al 2031 e costruito su stime precedenti alla riforma tariffaria. Per questo il Comune chiede una clausola di salvaguardia che garantisca i ricavi previsti nei primi anni di applicazione del nuovo sistema, valida almeno fra il 2028 e il 2031.

Nodo incassi Un altro nodo riguarda il rischio legato agli incassi. L’amministrazione comunale sottolinea che le stime si basano su dati precedenti e potrebbero non riflettere il comportamento reale degli utenti dopo l’introduzione delle nuove tariffe. Da qui la richiesta che eventuali scostamenti non ricadano sulle casse pubbliche: per il Comune «il rischio legato ai ricavi da traffico deve restare in capo al concessionario e non deve generare oneri per l’Ente».

Le richieste Tra le osservazioni anche la richiesta di maggiore autonomia per i Comuni sulle agevolazioni tariffarie locali, che oggi dipendono dalla Regione, mentre per Palazzo dei Priori le amministrazioni «devono poter deliberare agevolazioni tariffarie locali con semplice ratifica regionale». Non mancano poi, ovviamente, i rilievi sugli adeguamenti tariffari e sulle risorse stanziate da Palazzo Donini. Come accennato la Regione ha infatti previsto una copertura iniziale di 2 milioni per il 2028, ma il Comune chiede chiarimenti sulla durata di questa misura e su cosa accadrà in caso di risorse insufficienti. Da ultimo viene sollevato anche il tema della rateizzazione degli abbonamenti: Perugia propone di abbassare la soglia minima da 400 a 320 euro, per rendere più accessibile il pagamento, in particolare per gli studenti.

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