di D.B.
«Buona capacità del sistema di filtraggio che è di mitigare gli effetti delle acque in ingresso al Trasimeno». È questo uno dei passaggi chiave del report elaborato dall’Università degli studi di Perugia, che ha monitorato nei mesi di luglio e agosto l’impianto pilota di Tuoro sul Trasimeno, dove viene testato il sistema di filtrazione delle acque provenienti dall’invaso di Montedoglio.
Le analisi I risultati delle analisi, trasmessi lunedì alla Regione, confermano l’efficacia del sistema sperimentale, acceso lo scorso 21 luglio. Secondo quanto riferito in una nota dall’assessore regionale ai Laghi, Simona Meloni, i dati raccolti rappresentano «una base scientifica solida per le prossime fasi che porteranno all’immissione dell’acqua di Montedoglio». Il lavoro dell’Università, condotto dal Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie, ha previsto più sessioni di campionamento e ha consentito di valutare la qualità dell’acqua e le performance del sistema di filtraggio.
VIDEO – ECCO COME FUNZIONA L’IMPIANTO DI TUORO
Cronoprogramma Il progetto mira a far confluire le acque del Montedoglio nel lago Trasimeno, un obiettivo atteso da anni. L’attivazione dell’impianto a Tuoro è un passaggio tecnico preliminare, ma necessario, per verificare la compatibilità tra i due bacini idrici e progettare l’impianto definitivo che sarà posizionato a Fosso Paganico, nel territorio di Castiglione del Lago. Su questo fronte, Meloni ha annunciato che «entro la fine di settembre avremo un altro incontro con il commissario straordinario Nicola Dell’Acqua con il quale definiremo il cronoprogramma dei prossimi interventi». Stando a quanto comunicato in occasione dell’accensione dell’impianto, l’acqua dovrebbe cominciare a confluire a partire da novembre.
