di Dan.Bo.
Sono positivi i primi dati, arrivati nei giorni scorsi sulle scrivanie della Regione, relativi all’impianto pilota per la filtrazione delle acque che dal Montedoglio dovrebbero iniziare a confluire nel lago Trasimeno a partire dall’autunno. Il condizionale è d’obbligo ma stando ai primi riscontri forniti a Palazzo Donini dall’Università di Perugia, che si occupa dell’impianto acceso il 21 luglio a Tuoro, c’è un certo ottimismo. Il report definitivo è atteso per la prossima settimana: a quel punto si capirà se il cronoprogramma – che prevede l’arrivo dell’acqua dal Montedoglio a partire da novembre – sarà rispettato.
In consiglio Di Trasimeno si è molto parlato giovedì in consiglio regionale, nel corso della prima seduta dopo la pausa agostana. Il dibattito è stato acceso e ha visto al centro le condizioni del lago, il servizio di navigazione e gli interventi urgenti per fronteggiare l’abbassamento dei fondali. Enrico Melasecche (Lega) ha parlato di «criticità senza precedenti nella storia recente» e ha denunciato l’interruzione di fatto del servizio pubblico con il fermo di alcuni natanti e gravi difficoltà per Isola Maggiore e Polvese. L’ex assessore ha inoltre ricordato i ritardi negli studi commissionati all’Università di Perugia e accusato la giunta di scarsa fermezza nei rapporti con la Toscana sulla gestione delle acque di Montedoglio: «L’acqua di Montedoglio – ha sostenuto – non è della Toscana, è dell’Italia. La diga è stata realizzata anche con soldi dei contribuenti umbri».
VIDEO – ECCO COME FUNZIONA L’IMPIANTO DI TUORO
Meloni Alle critiche ha risposto l’assessora Simona Meloni, che ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi mesi e ha ridimensionato le accuse: «Nei nostri 8 mesi di amministrazione abbiamo dedicato al lago Trasimeno almeno due ore al giorno. Stiamo agendo dove gli altri hanno soltanto discusso». Meloni ha ricordato che il lago è in crisi da oltre vent’anni e che i dragaggi non vengono effettuati da circa quindici a causa di vincoli normativi. Sottolineati anche gli interventi di emergenza per garantire la navigazione estiva, compreso lo spostamento di alcune imbarcazioni e la predisposizione di personale di supporto nei porti.
Dragaggi Il tema dei dragaggi è stato al centro anche di un’altra interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione, che hanno contestato la scelta degli escavatori al posto delle draghe per la rimozione della sabbia e della melma. Secondo i proponenti, le draghe sarebbero strumenti più efficaci e meno impattanti. Meloni ha difeso le scelte della giunta spiegando che «gli interventi effettuati al Trasimeno hanno ricevuto molte critiche ma si è trattato di una terapia d’urto per affrontare una situazione grave. I dragaggi non si potevano fare, come non sono stati fatti negli ultimi 5 anni. Sono 20 anni che non si fanno a causa di limiti normativi».
I lavori La Regione ha intanto approvato lo schema attuativo degli interventi legati all’accordo con il commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica, che sblocca un milione di euro destinato al ripristino dell’officiosità idraulica del lago. I lavori avviati l’11 agosto hanno interessato la bocca di porto e alcune darsene, con escavatori speciali capaci di creare corridoi di accesso. «Abbiamo agito in urgenza – ha detto Meloni – e per attivare gli interventi cantierabili. In meno di 3 mesi abbiamo realizzato buona parte degli interventi programmati».
Romizi Dai banchi dell’opposizione restano però dubbi sull’efficacia delle opere: «Verificheremo se questi interventi – ha detto l’ex sindaco di Perugia Andrea Romizi – sono stati efficaci o se tra qualche mese sarà necessario intervenire di nuovo, spendendo altri soldi dei cittadini».
