Fabrizio Bracco (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Un servizio doppiamente strumentale, fatto da chi ha voluto richiamare l’attenzione su alcuni aspetti distorcendoli e che potrebbe produrre un danno al territorio del Trasimeno». Dopo il servizio della tv pubblica tedesca che nelle scorse ore ha scatenato le polemiche e la reazione delle istituzioni, il caso tiene ancora banco giovedì a palazzo Donini, dove l’assessore alla Cultura e turismo Fabrizio Bracco ha fatto il punto, insieme al presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi e al direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini, sul social media tour #AlTrasimeno. Istituzioni che ora vogliono lanciare una sorta di contro-campagna mediatica attraverso l’Enit. A proposito della pista ciclabile sott’acqua perché costruita sotto lo zero idrometrico, Bracco spiega che «tutti i controlli su quell’opera sono finiti in una bolla di sapone. Da trent’anni non c’era tutta quest’acqua e se si fosse fatta – sostiene – non in terra battuta ma con un altro materiale non ci sarebbero state pozze. S’è fatta in quel modo per rispettare un’area protetta: è stata una scelta fatta per scrupolo ambientale». Qualche perplessità sul perché, al di là del materiale, la pista sia stata realizzata in certi tratti sotto lo zero idrometrico però rimane.

IL SERVIZIO DI ARD 

Buon uso dei Fondi Bracco poi tiene a sottolineare un punto decisivo, ovvero il buon uso che l’Umbria ha fatto dei fondi europei: «Noi – ha detto – li abbiamo usati regolarmente». Dietro al servizio di Ard si scorge inoltre il fantasma del complotto internazionale: «È stato – spiega Guasticchi – un attacco cronometrico e a gamba tesa. Il servizio non era obiettivo, lo sarebbe stato solo a proposito della pista ciclabile. In questi anni abbiamo fatto molto lavoro che non può essere vanificato da una trasmissione». «Si voleva colpire l’Italia – aggiunge Bracco – in quanto paese, insieme alla Spagna, non in grado di utilizzare i fondi comunitari, mentre noi come Umbria li usiamo bene». Poi ci sono «le falsità dette, come quelle sulla non balneabilità e l’inquinamento. I dati, da ultimo quelli della Goletta dei laghi di Legambiente, dicono altro». Di fronte a questo quadro «abbiamo preso già contatto con l’Enit di Francoforte – sostiene Bracco -, per realizzare un insieme di interventi sui principali media tedeschi per contrastare questa campagna e per offrire ai giornalisti tedeschi, che vogliano accettare il nostro invito, di venire in Umbria, e in particolare nell’area del Trasimeno, e verificare personalmente la falsità della rappresentazione che è stata data di questo territorio». «Tra l’altro – aggiunge Agostini -, un gruppo di giornalisti tedeschi hanno avuto modo proprio in queste settimane di visitare l’Umbria ed il Trasimeno e dunque hanno visto con i propri occhi la realtà di questi luoghi».

Gallinella e Cirignoni Sul caso interviene anche il deputato 5 Stelle Filippo Gallinella: «Occorre riflettere – dice – sul messaggio lanciato e sulla tempistica scelta dalla tv tedesca». «Non serve una difesa d’ufficio – aggiunge -, piuttosto si sfruttino le risorse a disposizione, tra cui la neo costituita regione adriatico-ionica. Le prospettive che può offrire questo nuovo progetto sono significative». Dal consiglio regionale invece il leghista Gianluca Cirignoni prende carta e penna e in un’interrogazione (a risposta scritta) chiede all’assessore all’Ambiente Silvano Rometti «quanti e quali fondi europei, statali e regionali sono stati dilapidati in lavori che paiono mal realizzati e, altrettanto peggio, progettati e che, anziché portare un valore aggiunto al nostro sistema turistico, danneggiano l’immagine della regione».

LA PUNTATA DEL 2009 DI PIANETA UMBRIA

Il progetto Il progetto della pista, come racconta la trasmissione di UmbriaTv «Pianeta Umbria» in una puntata andata in onda nel 2009, fu approvato nel 1998 e prevedeva un investimento complessivo di 1,1 miliardi di lire. Questa somma era garantita principalmente da fondi europei (900 milioni), mentre i restanti soldi venivano stanziati dagli enti locali coinvolti.

Twitter @DanieleBovi

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