Da golfo del Mar Tirreno a lago d’acqua dolce: è la storia del Trasimeno emersa in un archivio dei cambiamenti geologici e ambientali illustrato a Passignano da Regione, Cnr e università.
La storia «Cinque milioni di anni fa il lago Trasimeno era semplicemente un golfo del Mar Tirreno, poi, con l’abbassamento del livello marino la zona è stata occupata da uno specchio d’acqua dolce che negli ultimi 500.000 anni ha fatto rilevare variazioni del livello dell’acqua molto elevate, con testimonianze di disseccamenti quasi integrali dello specchio lacustre e periodi di forte piovosità con un elevato apporto di sabbia all’interno del lago». Un apposito programma di ricerca scientifica, condotto dagli esperti del Cnr-Ismar di Bologna, dell’Università di Perugia e del Servizio geologico e sismico della Regione Umbria ha permesso di ricostruire la vita del lago attraverso le analisi relative al contesto paleo-ambientale del lago stesso. I risultati dello studio sono stati illustrati nel corso di un convegno dal titolo «Il Lago Trasimeno: un archivio dei cambiamenti geologici ed ambientali», che si è svolto nell’auditorium Urbani di Passignano sul Trasimeno, con la partecipazione dell’assessore regionale Stefano Vinti.
A cosa serve l’archivio «Le conoscenze acquisite – ha affermato l’assessore Vinti – forniscono a tutti gli Enti, ai Comuni del Trasimeno e alla comunità lacuale un quadro certo dell’evoluzione del lago e contribuiranno a programmare e impostare le scelte di utilizzo compatibile del territorio e di tutela del lago stesso che è una delle principali attrattive turistiche e ambientali della Regione Umbria. Grazie infatti ad uno specifico protocollo d’intesa tra la Regione Umbria, il Dipartimento Scienze della Terra di Perugia e il Consiglio nazionale delle ricerche–Istituto di scienze marine di Bologna è stato messo in atto uno specifico programma di ricerca allo scopo di definire il contesto paleo-ambientale del Lago Trasimeno».
La tecnica Per ricostruire le variazioni ambientali e climatiche dell’area del Trasimeno sono stati analizzati i campioni di terreno prelevati durante l’esecuzione di un sondaggio esplorativo profondo 175 metri eseguito dal Servizio Geologico e Sismico della Regione Umbria. «Tali campioni – ha concluso Vinti – sono stati sottoposti ad indagini sedimentologiche, palinologiche paleontologiche, radiometriche e magnetiche che hanno appunto permesso di ricostruire cinque milioni di anni di storia del lago che ora costituiscono un vero e proprio archivio, disponibile per tutti gli interessati».

